In arrivo dal Pdl oltre trenta parlamentari

Dalla fusione di An e Forza Italia del 2008 al processo inverso quattro anni dopo. Nel laboratorio del centrodestra, Ignazio La Russa lavora a un esperimento che in chimica viene definito di “cristallizzazione”. Si isolano composti chimici, trasformandoli in cristalli destinati ad aumentare di dimensione e ad agglomerare altri ioni. L’obiettivo concordato con il Pdl di Alfano e Berlusconi è quello di aumentare la dimensione del consenso elettorale e polarizzare nuove adesioni.
Per ora, restando nella metaforia della chimica, l’esperimento può contare su un nutrito numero di “cristalli”. Circa trenta parlamentari tra Camera e Senato. E non ci saranno solo ex di Alleanza nazionale. «Nel nostro gruppo arriveranno anche alcuni ex di Forza Italia», fa sapere La Russa.
Una frase, ovviamente, che ha scatenato il “toto-forzista”. Ch aderirà al nuovo soggetto politico? Secondo le ultime indiscrezioni raccolte dall’Adnkronos a Montecitorio, l’ex scajoliano Michele Scandroglio sarebbe interessato al progetto e molti azzurri sarebbero stati contattati in queste ore, ma nessuno avrebbe ancora sciolto la riserva. Oltre alla stima di circa trenta tra deputati e senatori, va aggiunto un cospicuo numero di consiglieri regionali, provinciali e comunali. A questi vanno aggiunti alcuni esponenti di spicco della società civile e un drappello di amministratori locali, come il sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli. Tra i deputati pronti a seguire La Russa (oltre agli esponenti storici della destra lombarda Massimo Corsaro, Viviana Beccalossi e Riccardo De Corato) ci sarebbero: Pietro Cannella, Carlo Ciccioli, l’ex presidente della Provincia di Salerno, Edmondo Cirielli, Agostino Ghiglia, Tommaso Foti, Carlo Nola.
A Palazzo Madama si farebbe affidamento invece su un altro gruppo di senatori (tra questi, Alfredo Mantica, il presidente della commissione Giustizia Filippo Berselli, Alberto Balboni, Achille Totaro, Antonino Caruso, Giuseppe Milone). La Russa starebbe guardando con attenzione anche agli esponenti vicini ad Alemanno scontenti della linea di via dell’Umiltà: si parla del possibile coinvolgimento della deputata Paola Frassinetti. Caso a parte Alfredo Mantovano che fa parte dell’ala filo-governativa del Pdl: deluso da Berlusconi e contrario alla creazione di un nuovo soggetto politico di destra, l’ex sottosegretario attende le prossime mosse di Monti non dovesse correre, non andrebbe certo a gonfiare le fila dei ‘casinianì). Anche “Fare Italia” è divisa sul futuro: mentre Andrea Ronchi resterebbe nel Pdl, Adolfo Urso aspetta le mosse del premier.
«È una partito che sarà la somma di esperienze, ma anche di giovani leve. Punti di riferimento saranno Giorgia Meloni, Guido Crosetto e Ignazio La Russa. E poi una schiera di volti nuovi», annuncia Massimo Corsaro, «Un soggetto che non sarà composto solo da persone di area An», che potrà puntare su personalità come «Cossiga o come l’eurodeputata Elisabetta Gardini. Non è un soggetto che nasce per essere una ridotta della Valtellina, ma vogliamo tornare a parlare al popolo del centrodestra». Sul candidato premier è presto per parlarne e chiudere la porta a Berlusconi, secondo Corsaro, è pura ipocrisia. «È il leader del centrodestra da vent’anni – osserva il vicecapogruppo del Pdl alla Camera – Quelli che dicono che lui non va bene a prescindere non si sono accorti di quello che è successo dal ’93 a oggi».
Resta come base di partenza il no a Monti e alle ricette economiche e sociali proposte dal governo tecnico. «Centrodestra nazionale – precisa Corsaro – è una sigla nata all’interno del Pdl che oggi prova a fare qualcosa di diverso. Auspico che qualcosa di diverso sia anche plasticamente rappresentato dall’unione con un altro mondo che Guido e Giorgia stanno costruendo. Anzi, credo che Meloni e Crosetto debbano essere in testa alla costruzione di questo nuovo soggetto politico. Un nuovo partito deve puntare anche su nuove generazioni, su nuovi volti e rinnovato entusiasmo».
Prospettive di far breccia alle urne? C’è una vasta fascia di elettorato che ha votato il Pdl o che magari non lo ha mai votato, che si considera privo di un riferimento politico su alcune posizioni, che oggi non sono più chiaramente rappresentate dal centrodestra». Il nuovo soggetto politico lavorerà per conquistare il loro consenso.