Il Cav: «Mi candido. Avete bisogno di me»

Bruno Vespa con voce flautata gli chiede se farà il grande passo. E lui risponde con un sorriso: «Avete bisogno di me e quindi non mi astengo quando sento il dovere di prestare il soccorso a chi ha bisogno». In attesa che il Professor Monti sciolga la sua prognosi se candidarsi come federatore dei moderati o meno, Silvio Berlusconi risponde così a un Bruno Vespa che lo incalzava e gli chiedeva se si candiderà, ieri sera a “Porta Porta”. Il momento lo richiede, risponde. Se continua così «aumenteranno qui 3 milioni di disoccupati, il governo dovrà aumentare le tasse e potremmo andare a finire, come è accaduto in Grecia, che è quasi una guerra civile». Morale: «Chi ha del sale in zucca non può tirarsi indietro» per aiutare il Paese a «non cadere nel baratro».
Il menù è ricco. Gli argomenti passati in rassegna sono tanti. Il rapporto con la Lega? «Io penso che sarà con noi nella coalizione dei moderati, ne sono sicuro. Il contrario sarebbe illogico e un disastro per l’Italia e non credo che per la Lega possa esserci un’altra soluzione se non un’alleanza con noi».
Berlusconi dà la sua disponibilità a candidarsi per la premiership nel 2013. E «se Monti sciogliesse il dubbio e dicesse di essere disposto a fare il candidato premier di tutti i moderati io farei un passo indietro da candidato premier e sarei felicissimo. Lui avrebbe sotto di sé un Pdl che è sempre stato leale al governo tecnico e non gli ha mai votato contro». E se gli elettori fossero stanchi di Berlusconi? «Lo dimostreranno con il voto adesso», ha risposto l’ex premier. «Io ho avuto degli inviti pressanti a non lasciare che la situazione nel Paese che amo degradasse». Ed è ottimista su un possibile risultato delle urne: «Io penso che il Pdl abbia la possibilità di essere il primo partito, perché gli avversari non danno certezza al Paese di uscire dalla crisi». Quanto alla data delle elezioni, ha poi ha annunciato che «il Pdl ha chiesto di spostare le elezioni perché tutta questa fretta è una forzatura inutile. Non capisco tutta questa fretta anche per la formazione delle liste elettorali».
Sul professore un chiarimento: «Sono stato io a suggerire» di invitare Monti «ai colleghi del Ppe che temono che l’Italia possa andare a sinistra come è successo per la Francia, dove molti scappano perché le tasse sono aumentate». Ha rivendicato di essere stato lui «a volerlo come commissario europeo. È una personalità che viene fuori dal centrodestra ed è un liberale». Ma il presidente del Ppe, Martens, dà una versione diversa: «Nessun mi ha chiesto di invitare Monti, è stata una mia iniziativa»Quanto all’ipotesi che Vespa gli ha prospettato, ossia che il premier possa fare un appello solo ai centristi oppure dare luogo a una sua lista, Berlusconi è stato chiaro: «Se Monti non ammette noi, non federa i moderati. Solo con tutti io mi ritirerei e darei il mio sostegno necessario alla vittoria dei moderati».
Altri chiarimenti riguarda lo “scaricabarile” sulla mancata approvazione della legge elettorale: «Io non ho frenato la legge, risponde. «Si è frenata perché Monti ha dato le dimissioni» e «poteva anche non darle perché noi non lo abbiamo sfiduciato». Il discorso poi cade sul ruolo del segretario Alfano. «Io padre nobile? All’inizio avevamo deciso questo. Ma «io in più ho la storia e la considerazione degli italiani, che mi hanno seguito lungo l’arco di molti decenni come imprenditore, editore, anche nel calcio». Ha ribadito ancora «l’imbroglio» dello spread al direttore de L’Unità, Claudio Sardo, presente in studio, che lo criticava sul fronte fiscale ed economico. «Lei sta raccontando delle favole, delle pure menzogne, come fa la sinistra ignorante», ha detto. Non centrano i governi e «non penso che sarebbe stato necessario stampare moneta. Bastava dare la garanzia e in effetti lo spread è sceso quando il governatore Draghi ha dato quelle garanzie». Una promessa di nuovo ribadita: «Se dovessi tornare al governo, abrogheremo immediatamente l’Imu. La prima casa è sacra, non si tocca».