I silenzi tattici di Monti dividono il Repubblichiere della Sera

Il Repubblichiere della Sera si spacca sull’annuncio della candidatura di Monti. A conti fatti, il rebus infinito del Professore bocconiano, la margherita sfogliata («scendo in campo, non scendo in campo») con le schiere di laudatores che attendevano la lieta novella, ha provocato un incrocio di notizie, rumors e sentito dire determinando un corto circuito nell’informazione, persino in quella che è stata per mesi e mesi il maggiore sponsor del governo tecnico. “La Repubblica” ha aperto la prima pagina con un titolone: “Monti sarà candidato premier” (con accanto il retroscena: “L’annuncio domenica dopo le dimissioni”). Nel testo si legge che «la riserva è sciolta». Il “Corriere”, invece, dà tutta un’altra lettura. Il titolo d’apertura era “Così Monti sarà in campo”, con una precisazione: «Niente candidatura diretta, ma sostegno pieno al Centro». In più, un fiorellino: «Farà campagna elettorale in tv». L’informazione “unica” ha quindi dato due versioni opposte. Ma la colpa è solo del Professore e dei suoi lunghi silenzi. Silenzi che fanno parte dei consigli che gli sono stati dati dai vari Casini: a volte è meglio restare zitti per «non stuzzicare il can che dorme». Specie dopo aver parlato parecchio – come ha fatto Monti – sulla presunta Italia portata in salvo. Un po’ di pudore è necessario, almeno alla vigilia della campagna elettorale.