Filippo Saltamartini: «È chiaro che a Bersani sta benissimo il “porcellum”»

A pochi mesi dalle elezioni la domanda – con quale legge si voterà? – continua a dividere il Parlamento. Proprio ieri il Pd ha rigettato la proposta avanzata da Gaetano Quagliariello di individuare un “premietto” fisso per chi non raggiunge il 40%. Per il senatore del Pdl Filippo Saltamartini, membro della Commissione Affari costituzionali, l’opposizione del Pd significa che da quelle parti non c’è tutto questo interesse a cestinare il “porcellum”. Anzi.

Senatore, una volta confermata la soglia del 40% per il premio, che senso ha polemizzare sul “premietto”?

Bersani lancia avvertimenti solo ai giornali. La verità è che il Pd ha tutto da guadagnare dal mantenimento di questa situazione di stallo.

A conti fatti, in effetti…

Secondo le ultime proiezioni potrebbe pensare anche di procedere senza dovere obbligatoriamente puntellare la coalizione con altre liste.

Qual è il reale obiettivo del Pd?

Credo che il Pd abbia tutto l’interesse a tentare il colpaccio. A maggior ragione adesso che ha stretto l’abbraccio con Nichi Vendola. Mi spiego. Con l’idea di introdurre una patrimoniale, di lavorare molto sul tema fiscale, mi sembra di sentire un po’ l’antico adagio della sinistra italiana che invece di pensare a come creare ricchezza pensa a come ridurre la ricchezza esistente. Da questo punto di vista non hanno nessuna ricetta.

E quindi potrebbero fare a meno dei centristi.

Non solo. Questa discussione sulla legge elettorale dovrebbe mettere in allarme proprio i centristi. I sondaggi che leggiamo sono disastrosi per loro. Credo, allora, che ciò dovrebbe essere un incoraggiamento affinché le forse moderate si uniscano. Anche perché, legge elettorale o meno, il rischio è di avere non solo una sinistra ma due: dato che il voto massimalista a Grillo pesca culturalmente in quell’ambiente.

Da parte loro, invece, i democratici accusano il Pdl di volere affossare la legge…

Diciamo che in questo i mezzi di comunicazione hanno una grossa responsabilità. Si tratta di un effetto scenico che viene fuori dai giornali.

Lo spieghi a noi allora.

Nei lavori della commissione abbiamo cercato di spiegare al Pd che non possiamo immaginare di presentarci con un provvedimento pari alla famosa “truffa”. Non si può immaginare che un partito del 20-30% possa aver il 55% dei deputati e avere anche una maggioranza al Senato. Da parte nostra stiamo ragionando per rendere efficace una soglia minima che possa garantire la governabilità.

Sicuri?

Ma scusi, come può essere che un partito come il nostro, che non ha nulla da guadagnare dalla legge attuale, si metta di impegno per affossare la riforma? È il Pd che con questa legge potrebbe avere ciò che in una situazione di normalità sarebbe impossibile…

Cosa pensa di Grillo che denuncia che solo per contrastare i suoi – sull’imposizione dello statuto a loro che si pavoneggiano del “non statuto” – Pdl e Pd si sono messi d’accordo?

Non mi va di perdere tempo con Grillo.