Festival di Sanremo (e dell’Unità): Littizzetto e Fazio senza il minimo pudore

Venerdì si conosceranno le date di Sanremo, una notizia che sta appassionando mezzo mondo, dalle Alpi alle Piramidi, tutti lì, col batticuore, a sapere quando potranno vedere Fabio Fazio e Luciana Littizzetto. Sì, proprio loro, che sono la causa di questo tormentone festivaliero. Non riescono a stare zitti, devoti alla vulgata antiberlusconiana, braccio satirico (si fa per dire) della sinistra militante, che pensano di avere il diritto di utilizzare la tv pubblica per sparlare del Cavaliere, puntualizzare che «ha rotto il c…», come elegantemente, da vera signora, ha detto la Littizzetto, oppure ironizzare («sarebbe una bella idea che Berlusconi decidesse, a prescindere, chi è il conduttore del festival») come ha fatto Fazio. Hanno l’idea che loro possono fare e dire tutto quel che vogliono, non ammettono di aver peccato quantomeno in stile, tanto che la Littizzetto ha insistito: «Sto muta come una mosca, faccio solo il mimo… mimo le facce dei parlamentari europei quando hanno visto tornare Berlusconi». Dovrebbe porsi il problema delle facce che fanno i telespettatori quando parlano lei e Fazio. Avrebbero una brutta sorpresa.