Elezioni, il Pdl ottiene il rinvio al 24 febbraio

Il Pdl vuole più tempo per la campagna elettorale, almeno una settimana, il Pd lo accusa di fare ostruzionismo parlamentare per mettere pressione sul Colle, il Quirinale si smarca da tutto e annuncia che si voterà “al più presto”, ma in un primo momento non ufficializza la data e sembra replicare al Berlusconi che da Vespa aveva chiesto un rinvio. Poi, su invito della Cancellieri, converge sul 24 febbraio, sette giorni dopo la data inizialmente fissata.
È stata una giornata nervosa, quella di ieri, condizionata soprattutto dalla scelta della data per le elezioni che divide le due maggiori forze della “strana maggioranza” e induce il Capo dello Stato a replicare alle parole di Berlusconi: «Le ipotesi di data per lo scioglimento delle Camere all’esame del presidente della Repubblica, che ne ha la prerogativa esclusiva sentiti i presidenti delle due assemblee, non sono dettate da alcuna forzatura o frettolosità», fa sapere in mattinata il Colle.
Nella nota si ricorda come Napolitano avesse auspicato che le elezioni si svolgessero alla scadenza naturale della legislatura, a metà aprile, ma «sono noti sono i fatti politici che hanno vanificato questa possibilità», sottolinea il Capo dello Stato, che non sembra apprezzare un rallentamento del processo che porterà alle urne: «È interesse del Paese che non si prolunghi eccessivamente la campagna elettorale affinchè possa ristabilirsi al più presto la piena funzionalità delle assemblee parlamentari e del governo in una fase sempre critica e densa di incognite per l’Italia». Poi, a complicare il rebus della data del voto, arriva la lettera inviata dal ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri al Capo dello Stato, proprio per spiegare che sarebbe meglio se il voto si tenesse il 24 per organizzare tutto al meglio. Data sulla quale converge il Pdl. «Le date migliori per le elezioni sarebbero il 24 febbraio o il 3 marzo», sottolinea il presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto, che respinge l’accusa di voler dilazionare i tempi facendo ostruzionismo sulla legge di stabilità: «Il testo al Senato è profondamente mutato rispetto a quello della Camera, quindi chiediamo il tempo necessario, in Commissione e in aula, per approfondirlo. Questo non vuol dire ci sia il rischio di esercizio provvisorio», spiega Cicchitto. «Noi crediamo che il 24 febbraio sia la data giusta per svolgere senza troppa fretta le elezioni e questo per le necessarie procedure e in relazione alle questioni legate al voto degli italiani all’estero. Secondo noi si arriva più sereni il 24, anche se non cade il mondo se si fa una settimana prima o una settimana dopo…», aveva detto dal canto suo il segretario del Pdl Angelino Alfano nel dibattito con Andrea Riccardi alla presentazione del libro di Bruno Vespa a Palazzo Wedekind. In serata arriva anche la nota del Quirinale, che dichiara di accogliere la tesi della Cancellieri per il 24 febbraio.
Ma non c’è ancora nulla di ufficiale: a determinare quali saranno i tempi per lo scioglimento delle Camere sarà soprattutto il via libera alla legge di stabilità, ora al Senato, ma che potrebbe essere varata in via definitiva dalla Camera forse entro venerdì sera (Fini si è impegnato per chiudere venerdì i lavori). Ma non c’è solo questo provvedimento ad impegnare le Camere in questi giorni che precedono la pausa natalizia. A palazzo Madama c’è anche il ddl sulle pene alternative al carcere che Renato Schifani vuol provare a licenziare prima del fine settimana, nonostante il no della Lega. Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani condanna senza appello l’atteggiamento del Pdl, parlando di «indecorosi, incommentabili i traccheggiamenti» sui tempi elettorali e sulla approvazione della legge di stabilità».