A Natale regalatemi un partito

Smorzo subito gli animi: non chiedo un partito vecchio lavato con perlana. I golfini li tratto malissimo, dopo poco sono infeltriti, fanno i pallini e non c’è verso di recuperarli. Ci dormo la notte, diventano come una coperta di Linus che mi dà sicurezza, perché hanno un odore familiare e mi ricordano cose confortevoli. Ma non ci vado al lavoro la mattina. E non voglio nemmeno un “giocattolo” nuovo di zecca. Lo so come funzionano e come va a finire. Si rompono subito. All’inizio sembrano Hi-Tech, poi scopri che li hanno fatti in qualche Paese asiatico senza norme di sicurezza, prendono fuoco all’improvviso e cascano a pezzi. Sono quelli di cui sparano la pubblicità a raffica sulle tv per bambini tra un cartone e l’altro e i figli ti dicono: «papà mi compri questo… e questo… e questo… e questo…». No grazie. Un bel paio di scarpe di quelle che compri una volta e ti durano venti anni, quello è il regalo per me. E siccome sono molto parsimonioso (mia moglie userebbe altri termini) e non mi piacciono gli sprechi, nemmeno se sono per me, mi andrebbe bene anche un regalo “rinnovato”. Mi piace una bicicletta vecchia maniera, che abbia già il sellino che ha preso la forma giusta. Usata abbastanza da essere rodata, ma poi lasciata in un angolo del garage, perché tutti vogliono andare in moto o chiedono un passaggio a quello che ha la macchina alla moda. Se qualcuno mi aggiustasse i raggi e mi comprasse delle gomme nuove, sono sicuro che mi rimetterei a pedalare felice. Scaricando la zavorra magari e liberandomi di quelli che tirano i bastoni tra le ruote. Si suda, ma che soddisfazione!