Gregorio Fontana: “Voto aperto agli under 18”

La giornata di domani sarà dirimente: chi avrà raggiunto la soglia delle diecimila firme – che saranno controllate dal comitato organizzatore e dalla commissione di garanzia – potrà dirsi ufficialmente candidato alle primarie del Pdl. A quel punto, definita ufficialmente la rosa dei candidati inizierà, davvero, la campagna elettorale e si entrerà nel vivo della fase organizzativa delle primarie, che prevede che – sotto le indicazioni del comitato organizzatore nazionale – i comitati organizzativi regionali e provinciali diano il via all’organizzazione sul territorio, occupandosi di tutti gli aspetti pratici a partire, per esempio, dall’individuazione dei seggi da approntare per la consultazione del 16 dicembre. E allora, della gestione organizzativa, con annesse alcune delle polemiche legate al regolamento e scaturite solo nelle ultime ore, abbiamo parlato con l’onorevole Gregorio Fontana, del coordinamento nazionale del Popolo della Libertà.

Partiamo proprio dai luoghi preposti al voto: secondo quali criteri si opterà per una sede piuttosto che per una struttura mobile?

I seggi saranno ubicati in base alle condizioni organizzative che i coordinamenti provinciali del luogo reputeranno migliori.

Ovvero?

Si sceglierà a seconda degli spazi disponibili tra quelli idonei: dalla sala del municipio della città, al circolo “amici azzurri” che mette a disposizione la propria sede, fino all’allestimento di strutture mobili un po’ più complesse di quelli che possono essere dei semplici gazebo allestiti per un volantinaggio. Saranno i provinciali e i nostri coordinatori delle città a stabilire il numero dei seggi da dislocare sul territorio, ovviamente sulla base delle formule previste dal regolamento e di quelle che sono le indicazioni di massima date dal comitato organizzativo nazionale, che ha stabilito un target di circa di 2500-3000 seggi in tutta la penisola.

Come è strutturato il sistema delle votazioni? E può chiarire l’equivoco legato al supporto elettronico per il voto?

Per le grandi città è stato individuato un sistema con un registro online a livello nazionale, pensato per evitare duplicazioni. Ossia, si potranno mettere in rete, attraverso dei computer, gli elenchi dei votanti, in modo da evitare che un elettore possa presentarsi a votare due volte in due seggi diversi. Molto semplicemente: il supporto elettronico è legato alla spunta di coloro i quali hanno già votato; è in sostanza un elenco dei votanti messo in una banca dati disponibili a tutti i seggi, ma non è che l’elettore voterà online.

E per quanto riguarda la decisione di estendere il voto agli elettori under 18?

Devo innanzitutto dire che ho appreso con stupore delle polemiche scaturite da questa decisione, dibattuta e fissata negli otto incontri organizzati per stabilire le regole. Il tavolo istituito per la definizione del regolamento ha stabilito da settimane le coordinate di riferimento, giuste o sbagliate che siano, quelle sono e si conoscono già da un po’. Il problema emerso nelle settimane scorse era essenzialmente di carattere organizzativo, ma non c’era una valutazione negativa mirata a non voler far votare i sedicenni. Il punto su cui è avvenuto il confronto partiva, insomma, dalla considerazione che il sedicenne, non avendo la tessera elettorale, e quindi non appartenendo a nessuna sezione, pone un problema di disciplina e controllo del voto. E dunque si è deciso di estendere il voto ai ragazzi con più di sedici anni già iscritti al partito e a chi, dopo l’approvazione del regolamento, decide di iscriversi, ma entro il termine ultimativo di domani. Ricordo a riguardo che il Pd non fa votare neanche i suoi iscritti under 18, dunque noi abbiamo fatto una cosa in più. Poi, se chi non era d’accordo con quanto definito in tante riunioni, e si è svegliato solo ieri, mi dispiace.

Alla vigilia della scrematura effettiva che si effettuerà nelle 48 ore successive al vaglio della raccolta delle firme di domani, cosa vuole aggiungere?

Credo semplicemente che, al di là delle polemiche e degli equivoci, alla fine il dato reale sarà che i candidati ufficiali si potranno contare sulle dita di una mano…