Supereroi? Bella trovata, ma Renzi dice no

A poche ore dal confronto televisivo tra i cinque candidati alle primarie del centrosinistra il Pd s’infiamma per un’altra polemica. Sul banco degli imputati finisce il modo ironico con cui il sito ufficiale del partito ha presentato il dibattito, con i cinque competitors trasformati in supereroi della Marvel (Renzi è la Torcia umana, Bersani è la Cosa, Tabacci è Silver Surfer, Laura Puppato è la donna invisibile e Nichi Vendola è Mister Fantastic) e il titolo “I Fantastici 5”. Questa prologo scherzoso al dibattito dei dibattiti non è affatto piaciuto a chi, soprattutto, vede nelle primarie una competizione destinata a segnare le sorti del Pd e non intende compiacere alcun atteggiamento sdrammatizzante di un duello che va ormai avanti da settimane con toni asprissimi.
Ma riemerge anche, in quest’ondata di critiche al sito ufficiale del Pd, l’antica diffidenza del Pci verso la cultura pop, una diffidenza “santificata” dalle invettive di un padre nobile come Togliatti contro i fumetti e i balli “american oriented”. Anche se non sono più i tempi in cui l’organo della Fgci pubblicava foto di Elvis denunciando l’isteria delle sue performance, un vento di “neobigottismo” (espressione usata dalla direttrice di Youdem Chiara Geloni) ha investito i “creativi” che hanno osato contaminare le serissime primarie del Pd con gli eroi fantastici così poco proletari e espressione di una cultura dell’evasione sempre malvista, nel secondo dopoguerra, dalle parti di via Botteghe Oscure.
E stupisce che non abbia apprezzato per niente la trovata proprio quel Matteo Renzi che ha incentrato tutta la sua campagna scopiazzando gli Usa, Obama e le convention democratiche. Utilizzando insomma con grande disinvoltura strumenti e “trucchi” del marketing politico. Ecco la sua presa di distanza: «Io vorrei capire chi ha desiderio di trasformare un dibattito serio sul futuro dell’Italia in una pagliacciata come hanno fatto i gestori del sito del Pd con l’immagine dei fantastici 5». Per Renzi «dovremmo parlare agli italiani, non farci ridere dietro. Spero solo che per quel sito non si spendano soldi pubblici». L’originale homepage del sito del Pd è stata criticata anche sui social network dove i commenti vanno dall’incredulità all’aperta bocciatura.
Non è la prima volta che il Pd rimane imbrigliato in polemiche solo apparentemente formali: tutti ricordano ad esempio come s’infiammò il dibattito interno quando la festa dell’Unità, due anni fa, venne pubblicizzata con il manifesto di una ragazza con la minigonna alzata dal vento stile Marilyn Monroe, frettolosamente bollato come intollerabile offesa di genere. Ma l’immagine dei Fantastici 5 viene subito adottata anche da Beppe Grillo come arma per destrutturare le primarie del centrosinistra e i contendenti, sul suo blog, vestono i panni dei Power Rangers.
Come se non bastasse, il confronto su Sky (negli studi di X Factor) era stato accompagnato da altri malumori: i renziani avrebbero preferito una location più istituzionale, tipo la trasmissione di Fabio Fazio su Raitre. Bersani si sarebbe messo di traverso. E nell’attesa di vedere i “fantastici” in azione in molti ne hanno approfittato per criticare la Rai e la mancanza d’informazione sui candidati. Perché regalare a Sky un appuntamento destinato a diventare centrale nel dibattito pubblico?