Su Montezemolo ci tocca dare ragione a… Vendola

Lo show di Montezemolo, nonostante il grande spot pubblicitario che l’ha preceduto e quell’atmosfera misteriosa della vigilia scopiazzata un po’ dalle anteprime di Celentano, ha avuto un’alta audience sui giornali e poco consenso tra la gente. Non è un caso perché se è legittimo per chiunque scendere in campo, non è altrettanto legittimo avere la presunzione di incarnare il “nuovo che avanza” dopo essere stato uno dei protagonisti dell’ancien regime, come cominciano un po’ a sottolineare tutti. E ci tocca dare ragione anche a Vendola, che ha ricordato il Montezemolo presidente della Fiat e il Montezemolo presidente di Confindustria. Negli ultimi venti anni – quelli che secondo lui sono stati gettati al vento – il signor Ferrari era presente, molto presente sia nella vita politica sia in quella imprenditoriale. Ha proposto, giudicato, approvato, criticato come qualunque altro protagonista della nostra storia contemporanea. Di lui se ne parlò persino come un possibile ministro. Quindi non era un clandestino in patria. Il suo movimento, poi, è ancora tutto da interpretare, perché finora, oltre alle parole, ci sono stati solo affrettati brindisi dei nostalgici centristi e nulla di più. Il bello è che anche i nostalgici centristi, che vogliono allearsi con Montezemolo, si autodefiniscono il “nuovo che avanza”. Qualche nome? Casini, Buttiglione, Cesa…