Scuola, a Roma 20 istituti occupati

Si allunga la lista delle scuole occupate a Roma. Ieri anche l’istituto per geometri e commerciale Alberti della zona Eur, il classico Virgilio e lo scientifico Cavour sono finiti nelle mani degli studenti che protestano contro la politica dei tagli del governo Monti.Complessivamente quindi sono circa 70 le scuole occupate negli ultimi giorni in tutta la provincia e venti nella sola capitale. 

Occupato l’Alberti

«L’occupazione dell’Alberti – spiega Andrea Moi, responsabile del Movimento studentesco nazionale Roma – fa seguito alla manifestazione, organizzata da noi due settimane fa all’Eur, alla quale hanno partecipato oltre cinquemila studenti. Un corteo che non ha avuto bandiere di partito, ma c’era solo il tricolore per garantire la trasversalità della protesta. Ad aderire sono stati gli studenti delle scuole Alberti, Vivona, Peano, Ruiz, De Pinedo, Cannizzaro, Primo Levi e Aristotele». Ieri c’è stato il secondo step. Oltre settecento studenti hanno partecipato all’assemblea dell’Alberti per discutere i motivi della protesta. «Abbiamo fatto un sondaggio – racconta Edoardo Stacchiotti, rappresentante della Consulta e dell’istituto Alberti e militante del Movimento studentesco nazionale Roma che ha organizzato la protesta assieme a Tommaso Pudis militante di Lotta Studentesca – per verificare se la nostra proposta di occupare l’istituto aveva l’approvazione della maggioranza. Abbiamo iniziato prima con la votazione delle classi terze, quarte e quinte, chi era favorevole doveva restare in assemblea e aspettare poi la decisione dei ragazzi del biennio. Il risultato finale è stato eccezionale, perché ha detto sì all’occupazione la maggior parte degli studenti». Stacchiotti spiega i motivi della protesta: «Siamo stanchi della mancanza di attenzione di Profumo. L’unica proposta che ha presentato è quella di eliminare l’ora di religione. Noi vogliamo risposte certe  anche perché i problemi della scuola sono tanti. C’è quello dell’edilizia scolastica. Il ministro lo sa che nelle nostre scuole mancano anche le porte ai bagni? I costi dei libri sono proibitivi e manca la riforma della classe docente. La scuola è ridotta all’osso. Non solo, siamo contrari anche al ddl 953 che stabilisce che vengano inseriti nella scuola pubblica i privati». 

L’arrivo della polizia

Dopo sì all’occupazione non sono mancati i momenti di tensione. «Appena abbiamo comunicato alla preside la decisione di occupare – continua ancora Stacchiotti – è arrivata la polizia che ha preso il mio nominativo e quello di altri due ragazzi. La scuola resta occupata solo fino a stamattina. Poi convocheremo un’altra assemblea per passare all’autogestione. In sostanza, chi vuole fare la lezione in classe potrà farlo. Gli altri studenti possono frequentare i corsi per approfondire i motivi della protesta». Agitazioni e mobilitazioni contro la politica di austerity dei tecnici ma anche proteste che si preparano allo sciopero nazionale della scuola previsto sabato 24 novembre che vedrà tutti i sindacati del settore a Roma in piazza del Popolo per una grande manifestazione. Andrea Moi spiega che il Movimento studentesco si prepara ad organizzare una manifestazione per il prossimo 6 dicembre. «Non parteciperemo – dice – a manifestazioni per le quali non condividiamo la piattaforma. Molte iniziative sono, infatti,  frutto del lavoro dei sindacati e della classe docente e noi non condividiamo la strumentalizzazione degli studenti da parte di questi apparati. Per quella di sabato stiamo decidendo che cosa fare».  

Mobilitazione al Virgilio e al Cavour

Dall’Eur al centro di Roma. Ieri è stato occupato anche il Virgilio, uno dei licei storici della Capitale. «Abbiamo autoconvocato un’assemblea dopo l’ingresso – spiega Matteo, uno studente occupante del Virgilio di via Giulia – e abbiamo deciso a maggioranza di occupare. È stata una decisione di massa». Contraria all’occupazione la preside. «Ci stiamo unendo – spiega Matteo – a quell’onda di protesta che dalla periferia si è mossa fino al centro. Ci interessa protestare contro i tagli al settore scuola, ma anche far sentire la nostra voce su temi come lavoro, opere pubbliche, utilizzo delle risorse pubbliche». Stesso discorso anche al Manara di Monteverde, dove gli studenti hanno votato l’autogestione e la preside ha raccomandato «di evitare l’uso della violenza e di non fare danni». «Noi vogliamo dire no alle politiche del governo Monti e all’austerity della Bce – commenta Francesco – Stiamo pensando ad una assemblea cittadina in cui spiegare perché protestiamo». Occupato poi anche il Cavour. E sempre ieri i ragazzi del liceo Albertelli, occupato, hanno fatto lezione in piazza Santa Maria Maggiore. Così come i coetanei del Tasso di via Sicilia che per il secondo giorno consecutivo hanno scelto piazza del Popolo per fare lezione. 

La manifestazione di sabato

E cresce la preoccupazione per sabato, quando alla manifestazione stanziale della scuola in piazza del Popolo si affiancheranno il corteo dei Cobas sempre della scuola da piazza della Repubblica a piazza Santi Apostoli, quello degli universitari dalla Sapienza e quello degli studenti medi dalla Piramide. Gli ultimi due cortei non sono autorizzati. Infine, nel pomeriggio di sabato, sfilerà anche Casapound Italia, da piazza della Repubblica a piazza del Colosseo.