Primarie sicure, al voto il 16 dicembre

Si devono fare e si faranno. Le ricette decise al tavolo delle regole per l’appuntamento clou del Pdl dovrebbero mettere a tacere le critiche e le polemiche preventive degli scettici, tra amazzoni e sedicenti berlusconiani di ferro. E ridimensionare le Cassandre che preannunciano insuccessi e flop. La road map non si cambia. «Tra oggi e domani chiuderemo sulle regole per le primarie», assicura il segretario lasciando via dell’Umiltà dopo la riunione con i vertici pidiellini.
Confermata la soglia delle diecimila firme per candidarsi, rinviato al 19 novembre il termine per la presentazione, resta la data del 16 dicembre per il voto (dalle 8 alle 10 di sera), la stessa indicata da Berlusconi quando comunicò la rinuncia alla discesa in campo per  la premiership.
Tempi strettissimi perché il rilancio non può aspettare, è l’opinione comune. L’obiettivo è «favorire la più ampia partecipazione popolare alla vita politica», dice Alfano confermando che saranno primarie di partito ma aperte a tutti i cittadini che si riconoscono nei valori del Pdl. «Per la scelta del candidato dalla presidenza del Consiglio dei ministri nelle elezioni politiche del 2013, il Pdl – si legge nel preambolo della bozza di regolamento – ispirandosi ai valori del popolarismo europeo e all’esperienza delle più grandi democrazie occidentali, indice elezioni primarie, aperte a tutti i cittadini che si riconoscono alla Carta dei valori del Pdl». Nero su bianco anche la soglia di spesa per ciascuno candidato, che è stato uno dei temi affrontati dai dirigenti  per garantire «merito e radicamento» e non privilegiare il portafogli di qualche candidato senza seguito. «L’ammontare delle spese non può essere superiore ai 200 mila euro, pena l’esclusione del candidato dalla primarie», si legge nel documento che può essere emendato entro oggi a mezzogiorno. Un altro paletto è costituito dal termine ultimo della campagna elettorale a pagamento fissato al primo dicembre. Nelle ultime due settimane, insomma, niente acquisto di spazi pubblicitari su giornali, canali radio-televisivi, siti internet da parte dei candidati. Il dibattito al tavolo delle regole si è riscaldato sulla possibilità di sottoscrivere le candidature anche on line, come proposto dal responsabile Internet del partito Antonio Palmieri.
«Dal punto di vista organizzativo tutti i nostri migliori dirigenti che si occupano di organizzazione sono al lavoro per fare al meglio possibile un compito che, per quanto ci riguarda, è particolarmente faticoso perché non abbiamo mai fatto le primarie, però una prima volta c’è sempre», dice Alfano, sapendo che può contare su una macchina organizzativa “pesante” che in passato ha dato prova di grandi mobilitazioni popolari.  Senza citarli manda a dire ai più critici che l’esercizio della democrazia è faticoso, «alcuni anche dentro il partito hanno refrattarietà, ma io vado avanti perché è l’unico modo per rilanciare il Pdl». Non solo nomi in lizza, primarie significa confronto tra progetti, ricette alternative e mobilitazione sul territorio: insomma una certificazione di esistenza in vita di un partito innegabilmente in crisi che vive una stagione di stagnazione e deve tornare a sedurre i tanti elettori persi. E chiama iettatori quanti fanno prognosi di flop. Per Fabrizio Cicchitto le primarie rappresentano la via maestra, «sono sicuro che ci sarà una partecipazione di base, fermo restando il limite che si faranno in un mese». Gianni Alemanno, che ha ribadito che non scenderà in campo,  non nasconde le difficoltà, «ma è giusto mettersi in gioco, rischiare, altrimenti», dice, «non potremo rigenerare il centrodestra». Vanno fatte e non devono essere un gioco personalistico, conclude annunciando il suo “tifo” per il segretario.