Maltempo, le vittime ora sono cinque

Il maltempo ha causato una nuova tragedia nel Grossetano. Ieri sono stati recuperati i corpi dei tre dipendenti dell’Enel precipitati con la loro automobile dopo il crollo di un ponte sul fiume Albegna. I tre dipendenti Enel sono Paolo Bardelloni, 59 anni, coniugato, residente a Grosseto, Antonella Vanni, 48 anni, coniugata, residente a Larderello, Maurizio Stella, 47 anni, coniugato, residente a Follonica. Lo ha reso noto Enel confermando che «le tre vittime del tragico incidente stavano tornando a casa da una riunione di lavoro a Roma». I tre erano impiegati presso la centrale geotermica di Larderello. Antonella Vanni, secondo quanto si è appreso, era responsabile del personale degli impianti geotermici in Toscana di Enel Green power, Bardelloni e Stella erano addetti alla sicurezza. Tutti lavoravano nell’impianto di Larderello dove sono riuniti gli uffici della geotermia di Enel. Secondo quanto spiegato dal direttore del dipartimento lavori pubblici della Provincia di Grosseto, il dirigente della Protezione civile, Massimo Luschi, l’acqua dell’Albegna era arrivata a livello del ponte, erodendolo nella parte vicina all’appoggio su una delle sponde. «Qui si è aperta una voragine di circa 10 metri e l’auto con a bordo i tre operai dell’Enel è finita al suo interno». Luschi ha aggiunto che quella strada «era chiusa, come molte altre delle strade intorno, fin dalla notte precedente».
Il giorno prima era morto, sempre in Maremma, un uomo di 73 anni, travolto dall’acqua con la sua auto nel Comune di Capalbio; gravissima una donna anziana, anch’essa investita da un’onda d’acqua mentre era in auto a Orbetello. Un altro anziano è morto per infarto mentre scendeva nella cantina della sua abitazione, a Marina di Massa, per verificare se si fosse allagata.
Ma è Albinia, frazione di Grosseto, la località più colpita. Intere famiglie sono state evacuate, tante le persone che hanno cercato rifugio sui tetti delle case. Abbiamo rintracciato il capogruppo del Pdl al Comune di Orbetello, Andrea Casamenti, che ci ha confermato che le zone più colpite sono Albinia, La Polverosa, San Donato, Fonteblanda, frazioni ieri ancora non raggiungibili via terra. «So che hanno riattivato una strada, sgombrandola dalle frane, per i primi soccorsi», ha detto, aggiungendo che «a memoria d’uomo una simile alluvione non si era mai verificata nel territorio: il fiume Almegna è straripato, l’Aurelia è franata, la stessa laguna di Orbetello si è gonfiata, arrivando al limite dell’abitato». E ha continuato: «Ad Albinia si è avuto un metro e mezzo di acqua che ha sommerso tutto: attività produttive, case di abitazione, alberghi, negozi, tutto. E in campagna è andata anche peggio: interi poderi sono stati sommersi dalle acque. Secondo le ultime notizie che mi giungono, tuttavia, sembra che piano piano l’acqua stia defluendo». Per stamattina alle 10, dice Casamenti, è stato convocato a Orbetello un Consiglio comunale straordinario in cui maggioranza e opposizione firmeranno un documento comune per affrontare l’emergenza e chiedere lo stato di calamità naturale.
L’eccezionalità – e la gravità – dell’evento sono confermate dal capogruppo del Pdl alla Provincia di Grosseto, l’avvocato Alessandro De Carolis Ginanneschi, secondo il quale alluvioni così violente in un territorio così vasto non ci sono mai state: «Si pensi solo che nelle ultime 36 ore è caduta la metà della pioggia che mediamente cade in un anno». E ha proseguito: «La parte più colpita è stato il sud della provincia, ma anche in altre zone si sono verificate emergenze: ad esempio, a Castiglion della Pescaia il fiume Bruna è esondato causando gravi danni. Nella stessa Grosseto in alcuni punti l’Ombrone è straripato ed è attentamente monitorato, poiché gli argini furono costruiti bene». L’avvocato De Carolis Ginanneschi ritiene che la macchina dei soccorsi stia funzionando bene: «Recentemente è stato approvato un nuovo piano operativo della Protezione civile, e devo dire che insieme con i vigili del fuoco stanno effettuato centinaia se non migliaia di interventi in condizioni estreme. Tutta la campagna maremmana è sott’acqua. Il problema semmai – sottolinea il capogruppo del Pdl in Provincia – è che la regione Toscana un po’ di tempo fa ha varato un provvedimento che di fatto ha ingessato tutto il territorio, in pratica non si può fare nulla».
Ma il maltempo non ha interessato solo la Toscana, ma anche l’Umbria, verso Orvieto e, seppur in misura minore, il Lazio, dalla parte di Orte e Acquapendente. Il capogruppo del Pdl a Orvieto, Stefano Olimpieri, racconta che a Orvieto scalo, dove abitano migliaia di persone, l’acqua è arrivata a un metro e mezzo di altezza inondando l’abitato, poiché il fiume scorre proprio tra due quartieri: «I danni economici sono rilevantissimi, tra negozi, alberghi, attività produttive, cantine e magazzini. In un concessionario di automobili ho visto macchine che letteralmente galleggiavano». E spiega: «Il fiume Paglia, che è un affluente del Tevere che nasce dal monte Amiata, ha esondato poco prima di immettersi, proprio alla confluenza con un altro fiume minore, il Chiani, a sua volta gonfio d’acqua, creando una vera e propria bomba di fango e di liquido che ha travolto le strade di Orvieto scalo». Ma anche a Orvieto sembra che l’emergenza stia lentamente rientrando: «Stanotte il fiume non è esondato. La nostra Protezione civile, rinomata per la sua efficienza, e i vigili del fuoco stanno lavorando benissimo. Per domani (oggi, ndr) ci aspettiamo la visita del presidente della Regione Umbria Marini. L’allerta comunque rimane…».
A quanto si apprende, sono 920 i vigili del fuoco impegnati, con 386 mezzi, negli interventi di soccorso nelle zone del centro e del nord Italia colpite dall’ondata di maltempo. Gli interventi hanno superato quota 2.500, mentre proseguono le operazioni di soccorso, con maggiori criticità nei territori delle provincie di Grosseto e Viterbo.
Proprio nel Grossetano le situazioni più critiche: interventi sono in corso a Borgo Carige, Chiarone Scalo, Capalbio, Orbetello, Albinia, Torre Palazzi e Manciano. Esondati i fiumi Elsa, Albegna, Chiarone, Canale di Capalbio, Canale di Talamone e l’Ombrone. In provincia di Grosseto stanno operando, oltre ai vigili del fuoco del Comando provinciale, anche personale dei sommozzatori e delle direzioni di Lazio, Abruzzo, Emilia Romagna e Campania. Quanto al Viterbese, i territori più colpiti sono quelli di Montalto di Castro, Tarquinia, Gradoli, Orte e Acquapendente.
Si segnalano danni ingenti al patrimonio archeologico, sempre in Maremma. Una bomba d’acqua e di fango si è abbattuta sulla necropoli di Sovana, bloccando l’antica strada etrusca, la Via Cava detta anche Cavone, scavata tra ripidi pareti di tufo, una tra le principali attrazioni archeologiche e turistiche della Maremma. Allagate anche le camere mortuarie della celebre Tomba Ildebranda: la pompa automatica è andata in avaria elettrica non liberando dall’acqua piovana la parte sottostante l’edificio, con struttura a tempio. Risultano invece a posto le altre tombe della necropoli. La Via Cava è un sentiero molto suggestivo che fin dall’antichità collega i villaggi ai campi, e ha fatto avviare accertamenti tecnici sullo stato del parco archeologico. Una valanga di alberi e fango ha invaso l’antica via estrusca ostruendola completamente. Il Cavone rimarrà inagibile per mesi e mesi.