Lo sciopero si trasforma in guerriglia

Ancora una volta i soliti “teppisti” si infiltrano nei cortei trasformano una giornata di proteste contro il governo in guerriglia e scontri con cariche della polizia. Come è successo a Roma, Torino, Brescia, Padova e Trieste. Quella di ieri doveva essere una giornata di mobilitazione europea della Ces (la Confederazione europea dei sindacati), con manifestazioni in tutta Italia contro «le politiche di austerità e i tagli alla spesa pubblica» varate dal governo dei tecnici. In contemporanea la Cgil e i Cobas avevano indetto lo sciopero generale di quattro ore. E a loro si erano uniti, proclamando una giornata di mobilitazione della scuola, anche Cub, Unicobas, Usi e Sisa. Alla condivisa motivazione dello sciopero europeo, di fatto ognuno aveva aggiunto del suo. Ma alla fine le motivazioni che hanno portato in piazza migliaia di persone contro Monti sono passate in secondo piano. La notizia che ha avuto il sopravvento sulle altre è stata quella degli scontri causati da gruppi organizzati per la guerriglia. Diversi i feriti tra poliziotti e manifestanti. Numerosi i fermati. Tante le polemiche.

La Capitale sott’assedio
A Roma l’epicentro della protesta e degli scontri, con lanci di sassi contro le forze dell’ordine e cariche di alleggerimento. Scene di guerriglia urbana si sono verificate sul Lungotevere all’altezza di Ponte Sisto tra polizia e studenti, dopo un fitto lancio di pietre e bottiglie da parte di questi ultimi, che hanno anche divelto pali segnaletici e lanciato bombe carta. Per disperdere il corteo sono giunte jeep blindate. «Ho trovato il vetro della mia macchina nero, come affumicato, e in parte crepato – ha raccontato una signora mentre apriva la sua auto – è una cosa inconcepibile lasciare la macchina parcheggiata e ritrovarla così, è una vergogna». Sono 144 i manifestanti identificati dalla polizia, cinquanta i fermati. Sei feriti tra le forze dell’ordine (tra cui dieci poliziotti, cinque carabinieri ed un funzionario di olizia). E diciotto sono le persone, tra le quali una donna ed un minorenne, identificate da polizia e carabinieri dopo gli scontri sul Lungotevere. Al vaglio anche la posizione di 126 persone identificate sul ponte Sublicio nei pressi di porto di Ripa Grande dove sono stati sequestrati vari caschi e scudi.
Il presidente della comunità ebraica ha protestato per i cortei davanti alla sinagoga: «Hanno gridato Saddam! Saddam! davanti al tempio». Ma gli studenti hanno negato: «Mai slogan anti ebraici». Quattro i cortei che hanno attraversato la Capitale, in una giornata già di per se difficile per l’onda di piena del Tevere.

Poliziotto colpito con una mazza
A Torino tre poliziotti sono rimasti feriti. Il più grave è stato accerchiato e colpito da una ventina di giovani. L’episodio è avvenuto mentre si svolgeva la manifestazione promossa dai Cobas. Una cinquantina di estremisti che non appartenevano al corteo, di cui circa dieci armati di scudi, mazze da baseball e bastoni si è diretta verso l’edificio della provincia in corso Inghilterra ed ha aggredito lo sbarramento di polizia posto a protezione dell’obiettivo. Due aderenti ai centri sociali si sono accaniti su un assistente di polizia e lo hanno colpito con una mazza da baseball e un manico di piccone, causandogli la rottura del casco di protezione, ferite al volto e al braccio destro. Non è grave. Il poliziotto è stato soccorso e trasportato in ospedale. Durante il corteo, un migliaio di dimostranti collocati nel segmento degli studenti si è sganciato dal corteo. Di questi circa quattrocento, quasi tutti col voto coperto, si sono introdotti all’interno del cantiere del grattacielo dell’istituto San Paolo dove hanno causato ingenti danni, e si sono armati di pietre. Altri due agenti sono stati aggrediti e hanno riportato contusioni alla spalla ed al ginocchio. Otto i manifestanti fermati dalla polizia durante i tafferugli.

Le altre città
A Milano danneggiate vetrine e banche. In corso Magenta scontri tra il corteo degli studenti e gli agenti. Il bilancio è di cinque agenti feriti. A Bologna blitz del collettivo degli studenti in una sede della Cisl. A Napoli gli studenti hanno occupato i binari della Stazione Centrale. A Padova tre poliziotti sono stati feriti, uno ha riportato lesioni a una gamba provocate dallo scoppio di una bomba-carta. Prese di mira banche e bloccate stazioni. A Brescia tre persone fermate. A Genova chiuso il varco ai traghetti e il ministro Profumo che era atteso non si è presentato all’appuntamento. A Pisa manifestanti sono saliti sulla torre. Tutti al grido: «Toma la huelga», prendi lo sciopero. Lo slogan spagnolo creato per la mobilitazione che ha visto in piazza 23 Paesi. A Venezia attivisti sono entrati in una banca. Hanno appeso striscioni: «Fate soldi con i nostri debiti». Occupata la stazione di Mestre. Gli istituti sono stati presi di mira in quasi tutti i cortei. E sono diventati obiettivi di lanci di uova e vernice. Come ad Ancona dove è stata colpita la Banca d’Italia. A Parma colpita la Deutsch Bank.

Lo sciopero nella scuola
Motivo della protesta le politiche di tagli al settore e i mancati investimenti, e per i docenti la proposta contenuta nella legge di stabilità di aumentare le ore di insegnamento. Professori e studenti contestano inoltre l’ex ddl Aprea all’esame del Senato. Secondo gli organizzatori, nel mondo della scuola l’adesione allo sciopero si è fermata al 9.87%. In particolare, sul 72,8% delle scuole, ovvero 6.652 su un totale di 9.135 scuole ha scioperato meno del 10% del personale.

Le reazioni
Tranne Beppe Grillo che istiga i poliziotti a unirsi ai manifestanti, gli esponenti di tutti i partiti hanno condannato gli episodi di violenza. Anche la Cgil. Con l’appello lanciato da Susanna Camusso a Cisl e Uil: «Non abbandonate le piazze». I numeri però della partecipazione allo sciopero non sono tutt’altro che lusingheri. Il segretario confederale della Cgil Vincenzo Scuderie parla di un’adesione media del 50%. Il che significa che la partecipazione è stata nettamente inferiore. Se poi si considera che in Spagna è sceso in piazza l’80% dei lavoratori, allora si capisce bene che la Cgil non ha ottenuto un risultato di cui vantarsi.