La satira non c’è più? No, scrive lettere a Babbo Natale

Dalla satira aggressiva all’opposizione dolce, fatta quasi sottovoce, con una letterina messa nero su bianco in modo delicato. Chissà perché ma Serena Dandini – proprio nel periodo dei tecnici al governo – ha deciso di prendersi «un anno sabbatico», dedicandosi alla scrittura teatrale. «Continuo a vedere la televisione – dice – anche se in questo momento mi sembra un po’ ferma. Come anche la satira: oltre a Crozza c’è poca roba». Già, c’è poca roba, perché Monti e i professori sono intoccabili, sono stati santificati dalla grande stampa e a lungo dalla sinistra, hanno il placet dei banchieri e dei comici. E allora pazienza, gli spettatori faranno a meno delle battute tanto, come consiglia la Dandini, c’è sempre “X Factor” da seguire in tv, ci sono Santoro e Fazio… quindi c’è il “politicamente gradito”. Ma è possibile che, con tutto ciò che sta accadendo, con le stangate, con la gente in piazza, con le tasse che travolgono le famiglie, non ci sia nessuno dei “volti noti” capace di dar vita a uno sketch sul governo tecnico? Ma no, la Dandini ha trovato la soluzione: «Abbiamo scritto dieci giorni fa a Monti per la sottoscrizione della Convenzione No More contro la violenza sulle donne chiedendogli di essere ricevuti, ma ancora non ci ha risposto». Ci domandiamo che cosa sarebbe accaduto se  fosse stato Berlusconi a non rispondere. L’inferno, le accuse di bavaglio, le battutacce feroci. Ma con Monti, si sa, è tutt’altra storia. «Prima di tornare in tv bisogna trovare nuovi stimoli», conclude la Dandini. Facile capire quali siano, questi stimoli. Nell’attesa, la satira si limita a scrivere le letterine. Nessuno si stupisca, in fondo siamo a un passo dal Natale.