La Russa: «Vorrei si candidasse anche un filo-Monti»

Non lo hanno sedotto, c’era da giurarci, ha resistito una ventina di minuti e poi ha cambiato canale. Troppo fair play al confronto televisivo tra “i fantastici cinque” che si contendono la candidatura a Palazzo Chigi nel centrosinistra. Ignazio La Russa, impegnato nella «difficile» rincorsa verso le primarie del Pdl, ammette di aver preferito lo speciale sui Beatles. «Dopo venti minuti ho scelto i ragazzi di Liverpool e anche mio figlio che ha 17 anni…».

Una sinistra noiosa? Qualche suo collega di partito l’ha trovata «vecchia» e «statalista».

Più che vecchia, la solita: una sinistra già vista, ammantata di buonismo. Sembrava di essere a una festa al tempo del Rinascimento fiorentino con il veleno sotto gli anelli. Anzi, il veleno nascosto negli orecchini di Vendola e il pugnale nascosto nella manica un po’ larga di Bersani.

Tutti a fare gli amici nel salotto televisivo per scannarsi ai gazebo?

Sembravano un po’ imbalsamati, tutti soddisfatti come a dire “vedete, ci hanno invitato…”.

E Renzi, neanche lui è stato all’altezza? I giornali lo hanno promosso con 8…

Renzi ha fatto il primo della classe. Un po’ troppo. E tutti hanno cercato di evitare i temi spinosi per far emergere meno differenze possibili. L’unico che non ha potuto smarcarsi sul tema delle adozioni per gli omosessuali è stato Vendola. Ho chiesto a mio figlio se aveva capito… Mi ha risposto ma “questi fanno sul serio?”.

E lei che gli ha detto?

Che sì, dovrebbero fare sul serio.

Un nodo non risolto è quello dell’alleanza con Casini

Sicuramente sul tema delle alleanze sono costretti ad arrampicarsi sugli specchi. Quella è stata la domanda con il maggior indice di bugie nelle risposte.

Dalle parti di via dell’Umiltà, invece, come va la preparazione delle primarie?

Per noi è un test vero, un appuntamento centrale. Dobbiamo stare attenti a non correre il rischio opposto a quello della sinstra. Lì tutti lo stesso linguaggio, da noi il pollaio.

Eppure non sembra che ci siano molte voci dissonanti. Non c’è una candidatura forte contrapposta a quella del segretario Alfano

Questo non posso dirlo io. Chi si è candidato non la pensa così, evidentemente. La verità è che Alfano è stato molto chiaro nei confronti dei rapporti con la sinistra, nel rifiutare qualsiasi ipotesi di  governo tecnico e di un eventuale Monti bis. Il suo identikit mi soddisfa in pieno. Chi non la pensa così all’interno del Pdl e rappresenta un progetto diverso, dovrebbe avere il coraggio di candidarsi. Esiste una componente “filomontiana” che mi piacerebbe venisse allo scoperto. Sarebbe interessante.

A chi si riferisce?

Penso a Franco Frattini, che non si è candidato pur avendo idee diverse sull’ipotesi di un Monti bis.

La componente che viene dalla storia di Alleanza nazionale, invece, è tutta con Alfano?

Credo che servano meno candidature alla destra di Alfano e qualcuna in più al centro. Una proposta che venga dalla nostra storia, fortemente identitaria, ha senso in un congresso di partito dove ci si conta, invece con le primarie dobbiamo scegliere il candidato premier che possa vincere e battere la sinistra. Alfano interpreta la volontà di continuare e rafforzare in un’area ampia il progetto del Pdl nato nel 2008.

Qualcuno obietta che con questa griglia c’è meno pepe…

Ma non dobbiamo fare un’insalata.

Tre parola d’ordine da proporre agli elettori

Sempre con gli italiani, mai con la sinistra, ricostruiamo il centrodestra.