La politica sempre più ostaggio degli origliatori

Ho scritto e letto molto sull’irresponsabilità con cui i media trattano le vicende del centrodestra. Sempre più giornalisti concetrano i propri articoli su sentito dire e dichiarazioni di personaggi più o meno irrilevanti. Questo non avviene quasi mai con la sinistra. Nessun collega giornalista oserebbe mai dare lo stesso peso a retroscena raccontati da un conoscente di un vertice del Pd. Né mai ci si spingerebbe a mettere sullo stesso piano l’affidabilità delle rivelazioni fatte da un Veltroni o da un D’Alema e quelle di un gigione di ultima fila, parlamentare o anche no. Ma c’è di peggio. Ieri, uscendo da una burrascosa audizione con i vertici Rai a Palazzo San Macuto, in accesa conversazione con l’ex presidente della Vigilanza Rai Landolfi e l’ex ministro della comunicazione e ora capogruppo al Senato del Pdl Gasparri, ci siamo accorti che a tre metri da noi ci seguiva un giovane tutto vestito di nero che alternava sguardi persi nell’altrove a inclinamenti dell’orecchio verso di noi. Abbiamo scherzato, anche con chi ci accompagnava, sul fatto che potesse trattarsi di un curioso mitomane o di uno squilibrato. Poche ore dopo, un lancio dell’agenzia Dire rivelava che “gli ex An hanno deciso di scaricare Alfano, dichiarandosi delusi del suo comportamento” e riferiva dettagli di una conversazione di tale tenore tra me medesimo e i miei interlocutori. Conversazione mai avvenuta, perché siamo usciti parlando delle nomine imminenti in Rai. Alfano è stato sì menzionato, ma per apprezzarne la tenuta sino ad ora e auspicare che continui a tenere unito il partito. Daltronde scrivo tutti i giorni il mio pensiero, chiaramente, sul Secolo. Uno sconosciuto si può permettere di mettere in circolazione il falso senza nemmeno interpellarmi. Ma che giornalismo è? E pensare che sostenevo che il carcere per un giornalista che diffama fosse un eccesso…