La Fornero (a differenza di Monti) ammette: gli italiani non mi amano

Complimenti alla Fornero, è l’unica esponente del governo tecnico ad ammettere che il consenso per lei è molto ma molto basso. A differenza dei suoi colleghi, convinti di camminare sulle acque. E a differenza di Monti, che cerca sempre una scorciatoia per dire che, in fondo, è il più amato degli italiani, un po’ come le cucine Scavolini. La ministra afferma candidamente: «Adesso sono alle dipendenze degli italiani, anche se sicuramente molti mi vorrebbero licenziare. Ma finché non lo fa Monti..». Già, finché non la licenzia il premier, lei resta lì, consapevole di non essere gradita. Poi però si lascia trascinare nel vittimismo (un vittimismo condito con pizzichi di demagogia) perché è convinta «pacatamente» di scontare il fatto di essere una donna. Forse gli uomini sono gelosi perché lei occupa uno dei tre dicasteri-chiave, anzi «pesanti», affidati in questo governo a ministre e non a ministri. E la gelosia fa brutti scherzi. Nella sua giornata di loquacità, la Fornero si abbandona persino a un desiderio: «Mi auguro che il governo intervenga per ridurre l’ansia del precario». Detto da lei sa fa sorridere e sa un po’ di beffa. Basterebbe chiedere un commento a un mancato pensionato, a un esodato o a un giovane. La licenzierebbero subito.