Ilva, via libera alla ripresa della produzione

Con il via libera al decreto legge sull’Ilva, previsto per oggi, i provvedimenti di sequestro disposti dalla magistratura vengono dichiarati incompatibili con l’attuazione dell’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale) e quindi «perdono efficacia». Nell’ultima bozza del testo, illustrata ieri nell’incontro a Palazzo Chigi tra il governo, le parti sociali, gli amministratori locali e l’azienda, viene ribadito che l’Aia fa parte integrante del decreto legge, provvedimento con cui viene autorizzata la prosecuzione dell’attività produttiva e commerciale per il periodo di validità dell’Aia stessa. La gestione e la responsabilità degli impianti restano in campo all’Ilva. Per vigilare sull’attuazione del decreto legge sarà nominato un garante che si avvarrà dell’Ispra e sentirà un comitato dei lavoratori dello stabilimento di Taranto, in cui sono rappresentate tutte le aree produttive.
«Il prossimo passo urgente è un atto del governo e lo strumento giuridico sarà il decreto legge. I tempi sono brevissimi, domani (oggi, ndr), finalizzeremo l’elaborazione in Consiglio dei Ministri», ha dichiarato il premier, il quale ha precisato ai presenti al tavolo che l’elaborazione «sarà in sintonia con le esigenze qui rappresentate». In passato – ha aggiunto – «non c’è stata sinergia tra i poteri dello Stato ma oggi i poteri dello Stato hanno cooperato, quelli territoriali con quelli centrali, le parti sociali, le imprese. Non era previsto il potere giudiziario ma la nostra attenzione è doverosa alle indicazioni della magistratura. Infatti qui c’è l’Avvocatura dello Stato rappresentata». «I provvedimenti della magistratura stanno provocando gravi ripercussioni sull’occupazione, ma il quadro rischia di peggiorare – ha affermato il presidente dell’Ilva, Bruno Ferrante, durante la riunione – Anche Genova avrà problemi ed è destinata alla chiusura».
Riferendosi all’iniziativa del sequestro dell’impianto, il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha spiegato, nell’Aula del Senato, che «siamo pronti ad affrontare, eventualmente, un confronto con interpretazioni diverse che abbia come sede la Corte Costituzionale. Chi ritiene che non si stia applicando la legge può rivolgersi alla Consulta». Il ministro ha sottolineato che «è falso dire che ci sia un conflitto con la magistratura, noi stiamo applicando la legge». Il problema che si pone – ha proseguito Clini – «riguarda la chiave di lettura del ruolo delle leggi rispetto al diritto costituzionale, alla protezione della salute, che si attua con l’applicazione delle leggi attraverso il recepimento in Italia delle direttive europee». Diversamente ci sarebbe «una situazione di incertezza». Secondo il ministro, se qualcuno pensa di «sollevare l’obiezione che la legge non attua il diritto costituzionale si assume la responsabilità di rendere ingovernabile la tutela della salute e dell’ambiente». Il ministro ha ribadito che «stiamo lavorando perché venga applicata l’Aia, ma anche perché venga rispettata la legge in tutto il nostro Paese e si evitino precedenti per situazioni difficilmente controllabili e gestibili. L’Aia e il provvedimento su cui stiamo lavorando sono incardinati su direttive europee e norme nazionali. Siamo pronti ad affrontare eventualmente un confronto con interpretazioni diverse che hanno come sede la Corte Costituzionale. Una eventuale disapplicazione delle leggi nazionali che recepiscono direttive europee fa entrare l’Italia direttamente in procedura di infrazione e violazione del diritto comunitario. Una situazione di blocco delle attività o di chiusura degli impianti di Taranto e del ciclo produttivo in tutta Italia, per effetto di un’interpretazione della norma, ovvero del diritto costituzionale, creerebbe un’immediata situazione a livello nazionale e a livello europeo».
Favorevoli i commenti da parte dei sindacati. «Il decreto legge non è una soluzione di giustizia, bensì una soluzione politica. Ma è al momento l’unica strada percorribile per scongiurare la perdita della più grande azienda italiana e il danno economico-sociale che ne consegue», ha detto il segretario confederale dell’Ugl, Paolo Varesi. «Il governo farà un decreto che permetterà all’Aia di essere gestita spero da un commissario super partes che dovrà sovraintendere a come si fa la produzione e a come si gestisce tutto ciò che deve svelenire la realtà così inquinata nelle zone interessata alla produzione – ha detto il leader della Cisl, Raffaele Bonanni – Sono soddisfatto, il governo ci ha ascoltato».