Grillo perdona i “peccati” di Tonino e lo vuole sul Colle

Audite audite, Antonio di Pietro è l’uomo giusto per il Quirinale. «È l’unico in Parlamento che si è opposto in tutti questi anni al berlusconismo». Ergo, è «un uomo «onesto». L’incoronazione è avvenuta, pensate un po’, nel blog di Beppe Grillo, l’uomo del Vaffa, l’uomo che più antisistema e antipolitica non si può. Eppure a soli quattro giorni dalle accuse pesanti sull’opacità della gestione dei fondi dell’Idv fatte durante la  trasmissione Report all’ex eroe di Tangentopoli, il leader del M5S gli lancia stranamente una ciambella di salvataggio. L’antipolitica di Grillo fa un’eccezione per Tonino. La questione morale può attendere.
Ricordiamo la cornice in cui avviene quest’alzata di ingegno del comico genovese, subito travolta e bocciata nel blog dalle ire della sua base: 170 post in un’ora che apertamente lo contestano così: «Cari amici – scrive Andrea P. – questa volta avete sbroccato alla grande»!
La trasmissione di Rai 3, Report di domenica scorsa ha messo in evidenza una serie di ipotesi di incongruenze politico-gestionali, di malversazioni, di possibili accaparramenti di soldi, provenienti da finanziamenti pubblici dei partiti di cui, sempre secondo quanto veniva posto in evidenza dalla  trasmissione , avrebbe fatto ampio uso Di Pietro, leader di Italia dei Valori, il quale avrebbe comprato immobili ( case e terreni) intestandoli a parenti, per un ammontare che varia da 4 a 12 milioni di euro, secondo le stime effettuate da un tecnico intervistato in trasmissione. Insomma, il paladino di Tangentopoli, il Pm fustigatore dei costumi dei politici del ’92, potrebbe essere accomunato alle stesse ipotesi di gravi reati da lui perseguiti negli anni bui della “caccia alle streghe”. La sua difesa in trasmissione è stata titubante, imbarazzante, balbettante. L’ira degli elettori ( meglio, ex elettori) di Di Pietro sulla sua pagina Facebook è stata devastante in questi giorni.
Ma, strano caso, a soli pochi giorni da queste rivelazioni e con l’opinione pubblica indignata è arrivato il “salvataggio” del comico genovese che pure si è fatto largo a suon di spallate alla politica, ai corrotti, al Parlamento e ai parlamentari tutti. Tutti meno uno, apprendiamo ora, Tonino.
Grillo stranamente gli perdona tutto quello che ha sempre combattuto. Con Di Pietro niente “eroici furori”. Sentite cos’altro scrive nel blog il comico: «Di Pietro ha commesso degli errori, ha inserito nel suo partito persone impresentabili come De Gregorio e Scilipoti, ha evitato, per scelte forse tattiche, prese di posizioni nette su Tav e G8, ma lui solo in Parlamento ha combattuto il berlusconismo», scrive il comico. «Lo ha fatto con armi spuntate, con una truppa abborracciata tenuta insieme unicamente dalla sua testardaggine e caparbietà. È sempre stato un isolato, mal sopportato dai “pdmenoellini” e odiato da tutti gli altri. Ha confuso talvolta la politica con la realpolitik e cercato un compromesso impossibile con partiti corrotti e in via di estinzione. Si è fidato troppo di persone a lui vicine, di signor nessuno che ne hanno sfruttato la popolarità assecondando in modo acritico ogni sua richiesta», prosegue il leader del M5S. E, sottolinea, «ha allevato, forse consapevolmente, piranha e squali che pensava di tenere a bada e che ora mostrano le loro fauci». Praticamente una mammoletta, alla quale l’Italia deve tutto, secondo il delirante post, mentre tutti gli altri che sono stati trovati con le mani nella marmellata sarebbero dei corrotti che meritano la pubblica gogna.
Tonino “santo subito” per Grillo, nonostante non sia la prima volta che viene “chiacchierato”: «Però in questi lunghi anni di inciucio tra il Pdl e il Pdmenoelle, senza di lui, in Parlamento si sarebbe spenta anche l’unica flebile luce rimasta accesa. La Camera non sarebbe stata differente dall’aula sorda e grigia evocata da Benito Mussolini o dall’attuale obitorio della democrazia di Rigor Montis», continua Grillo. praticamente un “faro”. «L’idea di sponsorizzare Di Pietro al Quirinale è solo l’ultima contraddizione di un uomo che pur di conquistare potere è disposto a negare anche se stesso e le sue presunte battaglie». Così il deputato del Pd Dario Ginefra commenta l’uscita di Grillo. Ricordiamo che proprio quando l’estate scorsa il partito di Bersani lo scaricò, Tonino aveva subito lanciato segnali non tanto ermetici al movimento 5 Stelle, proponendosi per una possibile sponda per un fronte  “antimontiano”. Nonostante Grillo avesse sempre dichiarato di non volere realizzare alcuna coalizione per mantenere l’indipendenza e continuare a rappresentare «il guastatore dei giochi dei partiti morti» (tra cui, aveva esplicitamente asserito, Idv), era spuntata l’ipotesi della coesione tra forze “non allineate”: Movimento 5 Stelle, Italia dei Valori e Sinistra Ecologia Libertà. L’ex pm si era spinto anche oltre, persino valutando l’ipotesi di sciogliere l’Idv al fine di realizzare una lista civica alleata con M5S. Ma non se ne fece nulla. Ora che «l’Idv è morta», come ha detto Di Pietro nell’intervista di ieri a Il Fatto Quotidiano, Grillo è pronto a raccoglierne “i cocci”? Possibile? Resta il fatto che le parole di Grillo sono inquietanti. E inquietati non poco sono i “grillini”. Sempre dal blog: «Beppe hai visto “Report” di domenica?», si limita a chiedere Antonio P. Mentre Maria P. ironizza: «Il figlio di Di Pietro dove lo mettiamo? Ai lavori pubblici?». C’è però anche chi va oltre e intravede nell’uscita di Grillo un’apertura ad alleanze con l’Idv. «Facevate prima – dice Simone S – a scrivere: Che ne pensate se il moVimento per le politiche si allea con Di Pietro? era più diretto». «Beppe – attacca Fabrizio G. – se non credi che per il movimento sia arrivato il momento di camminare con le sue gambe, se non credi nel liquid feed-back, se non credi nella meritocrazia interna, se non credi che il movimento debba aprirsi a personaggi di competenza e onestà conosciuta, in grado insieme a te di farlo crescere, mollalo ‘sto cavolo di movimento, e lascialo al suo destino». Brutta storia quando uno vede gli inciuci degli altri e non i suoi.