Gli assenteisti cronici hanno la strizza: e Patroni Griffi si prende i meriti (di Brunetta)

Quando l’allora ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, lanciò la crociata contro l’assenteismo nella pubblica amministrazione furono in molti a rispondergli con sorrisi ironici alla Merkel & Sarkozy. Il centrosinistra, invece, immediatamente ne approfittò per dargli del nemico dei lavoratori, del qualunquista e dello sceriffo senza pistole. Ma alla fine ha avuto ragione lui: la riforma varata a suo tempo sta infatti producendo effetti virtuosi di cui stanno raccogliendo i frutti, da una parte il governo dei tecnici e dall’altra l’intero Paese che, in questo modo, ha potuto guadagnare punti preziosi nella classifica della produttività rispetto ai partner europei. È stato Filippo Patroni Griffi, successore di Brunetta al ministero della Pa, a trarre ieri le conclusioni esprimendo «soddisfazione» per i dati sulle assenze per malattia nel pubblico impiego. E la ragione è evidente a tutti: in un anno (settembre su settembre) sono calate del 19,7 per cento, con punte  del 35,5 per cento per le Asl e del 31,8 per cento nelle regioni meridionali. Tutto risolto? No. da queste statistiche mancano la scuola, l’università, la pubblica sicurezza e i vigili del fuoco. È un buon inizio ma Brunetta non è più alla guida del convoglio e il piatto piange: su 8.623 amministrazioni pubbliche soltanto 5.214 hanno comunicato i dati sulle assenze al ministero.