Caos Ump: la palla passa a Sarkozy

Finisce come peggio non poteva per il centrodestra francese, sull’onda lunga della sconfitta alle presidenziali: è arrivata addirittura in tribunale la guerra per la scelta del nuovo presidente dell’Unione per un Movimento popolare (in Union pour un Mouvement populaire, Ump), il partito nel quale, oggi, tutti gli occhi sono rivolti verso Nicolas Sarkozy, l’ex presidente e fondatore. François Fillon, ex primo ministro che non ha accettato la vittoria di Jean-François Copè, segretario uscente, ha chiesto alla magistratura il sequestro di tutti i verbali redatti nei seggi domenica scorsa, quando avrebbe dovuto essere designato il vincitore della sfida. Gli ufficiali giudiziari sono arrivati nella sede del partito. Fallita la mediazione di un altro dei cofondatori del partito, Alain Juppè, il partito è quindi abbandonato a una faida interna che non prevede, al momento, sbocchi concreti. Al di là, fanno sapere alcuni stretti collaboratori dell’ex presidente, di un’iniziativa di Sarkozy in prima persona, che potrebbe riunire in un’assemblea straordinaria i suoi e spingerli a trovare una soluzione immediata. Intanto, l’ex presidente è andato a pranzo con Fillon…. Sullo sfondo, in molti continuano ad agitare lo spettro di una scissione dei «fillonisti». Anche perché la commissione d’appello ha fatto sapere che è effettivamente Copè il vincitore, con ben 952 voti più di Fillon, e non i 98 di una settimana fa. La decisione della commissione non è considerata legittima dai sostenitori di Fillon. Subito dopo questa nuova dichiarazione della commissione, Copè è intervenuto nella sede dell’Ump per invocare «il perdono e non la divisione», aggiungendo che il partito «ha bisogno di Fillon». Quest’ultimo, invece, parla di un «nuovo colpo di mano» di Copè e di «illegalità».
Si sapeva però, dopo la dolorosa sconfitta dell’Eliseo,che quella di Juppè sarebbe stata una missione quasi impossibile. Mentre i militanti si dicono disgustati per questa lotta fratricida, una delle più clamorose nella storia della Quinta Repubblica. Juppè nel 2002 contribuì alla fondazione dell’Ump, con l’obiettivo di riunire centristi e destra. Si dice «molto preoccupato» per la piega che hanno preso gli eventi: «Non capisco cosa sia successo. La campagna elettorale si è svolta correttamente, il dibattito tv era pure stato bollato come troppo “zen”. E improvvisamente c’è stata questa furia che non mi spiego». Per Juppè, i due contendenti «farebbero bene a interrogarsi sui danni che sta causando il loro atteggiamento sulla propria immagine e sull’Ump. L’esasperazione die militanti è totale. Al massimo tra 15 giorni – avverte – tutto deve essere risolto, che l’esito sia buono o cattivo». Come siricorderà, domenica Fillon e Copè – che rappresentano rispettivamente l’anima più moderata del partito e quella più di destra – hanno rivendicato la vittoria nella mini-primaria del partito e si sono accusati a vicenda di frode. Una commissione interna ha quindi ricontato le schede, proclamando Copè vincitore. La telenovela sembrava finita, se non fosse che Fillon ha riaperto le ostilità tornando nuovamente a contestare il risultato. Da allora, l’Ump è nel caos più totale. «Disgustoso», «spaventoso», «deplorevole», sono solo alcuni degli aggettivi usati dai militanti citati ieri dal quotidiano “Le Monde”, che dedica un articolo al loro sgomento. Per “Le Monde”, la crisi del centrodestra francese non arriva per caso. Certo, è stata scatenata dai risultati quasi equivalenti ottenuti dai due candidati ed è frutto delle loro feroci ambizioni. Ma ciò che più pesa, osserva il giornale, è la «profonda divisione ideologica all’interno del partito conservatore», spaccato come una mela, tra i sostenitori di una via più moderata, e quelli che sognano di strappare i voti dell’estrema destra di Marine Le Pen. Due linee di pensiero, che emersero chiaramente durante la scorsa campagna presidenziale Sarkozy, quando – tra i due turni elettorali – l’allora inquilino dell’Eliseo passò da un atteggiamento moderato a un discorso molto aggressivo, tutto orientato a destra. Un improvviso cambio di rotta che spaccò il solco dei «valori comuni», superando i limiti «di una destra frequentabile», sempre seocndo il quotidiano di centrosinistra francese. Insomma, conclude “Le Monde”, Sarkozy non è, come dicono in molti, «il grande vincitore di questa guerra fratricida. Ne è piuttosto la causa». Quello che è certo, comunque finirà la storia, è che le disavventure politico-giudiziarie stanno minando la credibilità dell’Ump come opposizione al governo della gauche.