Berlusconi spettatore delle primarie?

Sgarbi dice che ha guardato la sfida televisiva dei candidati alle primarie della sinistra assieme a Berlusconi. Se Vittorio può fregiarsi legittimamente del titolo di critico d’arte, a Sua Emittenza spetta ad honorem il titolo di critico televisivo e ormai – per esperienza sul campo – anche quello di critico della politica. Mettendo le due cose insieme sicuramente può considerarsi un esperto di tecnica della comunicazione politica. Non possiamo non immaginarcelo quindi dinanzi al televisore con lo stesso sguardo attento che ha sugli spalti, quando valuta i giocatori e commenta gli schemi di gioco. Sgarbi dice che il Cavaliere non si è entusiasmato per il confronto tv, che quel tipo di format non gli piace. Ma il giorno dopo – maniacalmente attento ai sondaggi qual è sempre stato – non potrà non aver registrato che si è trattato di uno show ben fatto che ha registrato un successo di pubblico. Avrà sicuramente commentato, l’esperto di politica, che il “fare” dà migliori risultati del “non fare”. E l’esperto di comunicazione avrà senz’altro pensato che uno spettacolo organizzato da una rete televisiva d’avanguardia, con un astuto rimando alla competizione del momento (che è X-Factor nei cui studi si è svolto il dibattito) e con tutti i media allertati per garantire la massima sensazionalizzazione dell’evento, fosse una prova di grande professionalità. Forse addirittura invidiabile. Certo, i contenuti hanno lasciato molto a desiderare e il dibattito è stato fiacco e forse il risultato scontato, ma alla gente lo spettacolo è piaciuto. E non è questo che alla fine conta? Quindi, se abbiamo deciso di farle, le primarie, almeno mettiamoci un po’ di impegno.