Alfano: senza il Pdl la sinistra non si batte

«Confido che Berlusconi rilanci con noi il Pdl con un profondo rinnovamento. Credo che sia la strada più giusta». Parola di Angelino Alfano, che ha esordito così, arrivando ieri a Roma a un convegno di FareItalia. La dichiarazione del segretario del Pdl fa da cornice a un  clima da suspence sulle primarie del partito, un clima sospeso e “appeso” alle decisioni dell’ufficio di presidenza di domani, un momento chiave in cui si diraderanno le nebbie: o Silvio Berlusconi “benedirà” le primarie del partito o deciderà di scendere di nuovo in campo con un un nuovo soggetto politico. 
Per tutta la giornata di ieri questo punto interrogativo ha condizionato il dibattito politico. I vertici del partito non sono infatti intervenuti nel merito proprio per senso di responsabilità, per non alimentare confusioni in un momento delicato per il futuro del Pdl. L’elemento certo che sta emergendo è un forte richiamo all’unità, ad evitare fratture. Una ricomposizione interna unita a una una forte idea di rinnovamento del quale molti si aspettano che Berlusconi sia protagonista. Per rinnovare e rilanciare e allargare la platea del centrodestra le primarie si presentano come una opportunità dalla quale non retrocedere.
La cosa certa è che la “macchina” delle primarie non si ferma: «Io sono qui e proseguo la mia campagna per le primarie del Pdl», ha ribadito Alfano. E a chi a piazza di Pietra lo incalzava chiedendogli, “ma se  Berlusconi torna in campo le consultazioni saltano?”, il segretario ha replicato: «Essendo state le primarie fissate per la successione a Berlusconi, se c’è lui… ma questo mi sembra nell’ordine delle dichiarazioni di buon senso. Io intanto, sto qui perché proseguo la mia campagna». E tiene a chiarire:
«Senza il Pdl nessuna alleanza può battere la sinistra», ha detto  entrando nello specifico del dibattito incentrato sul nuovo centrodestra. Ad ascoltarlo il sindaco Alemanno, Maurizio Gasparri, Ignazio La Russa, Enrico La Loggia. Il segretario del Pdl ammonisce: «Guardate pure i sondaggi, i sondaggi di tutti i tipi: non c’è la possibilità di battere Bersani e Vendola se il protagonista della competizione non sarà il Pdl». Ancora più diretto: «Ci sono due modi per far vincere la sinistra – dice – o votare per loro oppure dividerci noi. Il nostro obiettivo è la riunificazione dell’area moderata che condivide gli stessi valori».
Quanto alla “rottamazione”, termine usato e abusato in questi mesi, ha chiarito: «La rottamazione è una parola che non mi piace ed un concetto in cui non credo, non perché non ci siano persone da mandare via dalla politica a calci nel sedere, ma sono contro l’idea che a 50 anni uno sia da buttare. Nel nostro Paese ci sono tante persone che non hanno più i capelli scuri ma che hanno tanto da dare al Paese».
A fine serata è arrivata la nota distensiva di Altero Matteoli che ha riunito i suoi sostenitori (più di trenta parlamentari nazionali e numerosi consiglieri regionali) per esaminare la situazione politica alla luce del dibattito in corso nel partito. Dalla riunione emerge l’appello a Berlusconi a restare nel Pdl, il no alle divisioni e la richiesta ad Alfano di convocare l’assemblea nazionale. «In questo ultimo anno abbiamo votato il governo Monti privilegiando l’interesse nazionale – si legge nel comunicato dei sostenitori di Matteoli – pur nella consapevolezza che molti provvedimenti dell’esecutivo hanno colpito in particolare il nostro elettorato di riferimento. I risultati, come è evidente, sul piano sociale ed economico non sono stati positivi. . Alla luce di tutto ciò e visto il dibattito in corso nel Pdl, auspichiamo – si legge- una ritrovata unità del partito, premessa necessaria ed indispensabile per ricostruire una grande e credibile coalizione del centrodestra. Chiediamo a Berlusconi di proseguire insieme con tutti noi  la battaglia in favore degli ideali che ci hanno accomunato in questi anni.  Una divisione sarebbe una vera iattura».