Un’Atene in armi contro la “spartana”

Città blindata, manifestanti in divisa nazista. Bombe molotov contro la polizia che risponde con i lacrimogeni,
Atene in armi accoglie Angela, la “spartana”. Scontri in piazza Syntagma dove i manifestanti hanno lanciato sassi e bottiglie di plastica contro il convoglio che trasportava la Merkel, bruciato una bandiera con la svastica ed esposto striscioni e foto con l’immagine della Cancelliera con i baffetti alla Hitler, al grido “No al Quarto Reich”. Un provocazione. Contestualmente una grande folla di lavoratori ha partecipato alla manifestazione di protesta indetta dai due maggiori sindacati greci, Gsee and Adedy, nonostante i divieti che erano stati imposti. Il caos.
I greci non ne possono più della dieta “spartana” imposta dalla Merkel, considerata la responsabile principale delle misure di austerity imposte al governo ellenico, che dovrà procedere a nuovi tagli, come  annunciato dall’esecutivo di Samaras. Le drastiche misure per salvare il Paese stanno costringendo la popolazione a salari più bassi e a ogni tipo di sacrificio. Angela Merkel, in visita ad Atene, è diventata per i greci un simbolo degli odiati tagli imposti al Paese, l’artefice di un salvataggio troppo cauto prima, e troppo severo poi, ora venuta  per ribadire che la Grecia deve restare nell’euro e che il governo tedesco è pronto a fare la sua parte, nonostante numerosi membri della sua stessa coalizione considerino la Grecia un pozzo senza fondo che va lasciata al suo destino. «Sono qui come alleata ed amica», ha detto la Merkel in conferenza stampa, anche perché «quello che è in gioco adesso è l’Unione Europea stessa». Accanto a lei, il primo ministro Samaras ha assicurato che il suo Paese «è determinato ad adempiere ai suoi obblighi per superare la crisi del debito», sottolineando come sia «importante» che la Germania «creda in noi». Risposta. «La Germania è al vostro fianco, ma anche voi dovete fare la vostra parte», ha incalzato la Merkel, che ha voluto riconoscere «gli enormi sacrifici affrontati dal popolo greco». Poi anche lei, forse contagiata dalle “visioni” di Monti, ha dichiarato di vedere cose che i greci evidentemente non vedono, data l’accoglienza.  «Molto è stato chiesto al popolo greco, ma i risultati cominciano a vedersi», ha evidenziato, parlando di «strada giusta» e «processo di riforme che sta accelerando alla giusta velocità». La Merkel si è detta favorevole «ad aumentare gli aiuti destinati alla Grecia», per i quali «i requisiti ci sono».
«Sono felice che il cancelliere Merkel abbia apprezzato i nostri sforzi», ha detto Samaras, per il quale «l’uscita dalla Ue non è un’opzione praticabile». Il risultato delle visita sono stati due progetti europei, con il sostegno della Germania, per un totale di 30 milioni di euro: è la misura concreta annunciata dalla Merkel. Due progetti finalizzati alla costruzione dell’amministrazione e al miglioramento dell’assistenza sanitaria, ha spiegato la Cancelliera, sottolineando che si tratta degli esiti immediati della «stretta collaborazione» fra Grecia e Germania, che lavorano insieme per riportare Atene alla competitività.
Ma se Atene piange Sparta non ride. La Germania non è immune dalla crisi  che investe l’eurozona. Nella storia antica la fine della seconda guerra del Peloponneso non segnò soltanto la definitiva decadenza di Atene, ma anche la fine del mondo greco classico. I vincitori (Sparta) ereditarono il peso di una lunga guerra che sembrava non aver apportato concreti benefici economici e politici. Tornando ad oggi, la situazione di Atene costituisce uno dei principali fattori di debolezza dell’Europa che coinvolge inevitabilmente anche Berlino. La zona euro è bloccata in una forte contrazione economica che sta colpendo anche i tedeschi, come ha evidenziato una recente inchiesta del Financial Times.L’economia della Germania ha subito un deterioramento significativo, soprattutto nel suo settore manifatturiero. E anche il mercato dell’auto inizia a declinare: nel mese di settembre si è registrato un calo di vendite di autovetture nuove dell’ 11%, che va a sommarsi a quelli del 5% segnati a luglio e agosto. In totale, dall’inizio del 2012 sono state vendute in Germania 2,36 milioni di vetture, con un calo dell’ 1,8% rispetto al 2011 che, vista la tendenza attuale, potrebbe ulteriormente peggiorare negli ultimi 3 mesi, rivela una stima di Quattroruote