Ultimatum alla Lega: voto subito

Roberto Formigoni gioca l’ultima carta: andare subito ad elezioni. E dà l’ultimatum alla Lega, ancora proiettata verso il voto regionale in aprile: se il Carroccio non cambia idea, si andrà al voto “al più presto” entro novanta giorni. Il presidente della Regione Lombardia dice di non pensare a una sua lista e ribadisce il pieno accordo con i vertici del Pdl ai quali rimanda le decisioni su possibili primarie o alleanze con la stessa Lega. E come candidato al Pirellone dice poi di vedere “molto bene” l’ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini.
Quella di ieri è stata una giornata lunga e piena di impegni per il governatore lombardo. In un incontro con la stampa Formigoni definisce «falsità» le voci che lo volevano isolato e ripete che le dichiarazioni pronunciate da Angelino Alfano domenica sul “no” all’accanimento terapeutico erano state concordate. Si tratta di «falsità che sono state smentite due volte – ha spiegato – Il segretario Alfano ha chiarito che aveva concordato con me il passaggio».
Il nodo da sciogliere resta sempre quello della Lega. «Giovedì scorso a Roma – ricorda Formigoni – avevamo deciso Alfano, Maroni ed io, di azzerare la giunta con l’impegno di formarne una nuova ridimensionata. In quell’occasione lo stesso Maroni aveva dichiarato che la Lega poteva ritenersi soddisfatta. Sabato scorso il Consiglio federale della Lega ha posto una data di scadenza per questa nuova giunta indicando anche quella del voto. Questo significa intraprendere una campagna elettorale di sei mesi, una lunghezza devastante per la Lombardia». Se la Lega quindi «non supporterà la nuova giunta, se ne assumerà tutte le responsabilità e io mi muoverò affinché le elezioni possano avvenire nel tempo più ravvicinato possibile. La Lega dovrà spiegarci, ma lo dovrà fare soprattutto ai suoi elettori, perché intende interrompere un’azione di governo che lei stessa ritiene positiva». Poi, dopo una riunione al Pdl di viale Monza a Milano, Formigoni annuncia che nominerà nel giro «di pochi giorni» la nuova giunta e chiederà al Carroccio di indicare i propri assessori. Prima di tornare al voto, però, Formigoni sottolinea «ritengo essenziale cambiare la legge elettorale» per questo «farò un ulteriore appello al Consiglio regionale per cambiare la legge elettorale e togliere il listino. Rivolgerò nuovamente questo invito, prima di andare rapidamente alle elezioni». Quanto alla data del ritorno alle urne, probabilmente sarà tra dicembre e gennaio, visto che «se la volontà c’è, il Consiglio regionale può legiferare in tempi brevissimi». E anche il Pdl è d’accordo ad andare al voto il prima possibile in Lombardia. Una scelta che, come afferma Ignazio La Russa, «è frutto di una decisione unanime del Pdl». Il coordinatore nazionale del Pdl ribadisce il pieno sostegno a Formigoni, spiegando che «davanti alla richiesta della Lega di election day ad aprile, per il bene dei lombardi è utile andare a votare al più presto, eliminando ogni accanimento terapeutico». Parole condivise dal coordinatore del Pdl lombardo, Mario Mantovani: «Prioritari sono gli interessi dei lombardi», per questo «abbiamo chiesto a Formigoni di prendersi il tempo necessario per approvare una nuova legge elettorale» e poi andare al voto. Quanto ai candidati per la presidenza alle prossime regionali il coordinatore nazionale del Pdl, spiega che alla riunione del Pdl «non abbiamo parlato di candidature». Uno dei nomi che circolano più spesso è quello dell’eurodeputato Gabriele Albertini. «È un parlamentare del Pdl – osserva La Russa – ed esponenti di altri partiti hanno fatto il suo nome. E noi siamo contenti quando esponenti di altri partiti fanno il nome di nostri parlamentari». La Russa ha auspicato anche «un candidato unico Pdl-Lega». Secondo il coordinatore, l’alleanza con la Lega «non solo ci auguriamo prosegua, ma si rafforzi», visto che la Lega «è stata protagonista dell’ottimo lavoro che ha fatto la giunta Formigoni». E quindi dopo l’annuncio che in Lombardia si tornerà presto al voto, ora l’auspicio è che l’asse Lega-Pdl prosegua. «Se la Lega è d’accordo per votare ad aprile non vedo perché – conclude La Russa – non dovrebbe esserlo nel caso in cui si voti a gennaio».
Nelle stesse ore anche la Lega si muove, prima con la riunione della segreteria politica, poi col direttivo della Lega lombarda. La replica del Carroccio non si fa attendere. «Siamo sempre pronti ad andare a votare – dice il segretario nazionale della lega Lombarda, Matteo Salvini – Le elezioni non hanno mai fatto paura alla Lega men che meno adesso». Salvini tuttavia ribadisce che l’ideale resta sempre unire le elezioni in Lombardia con quelle politiche ad aprile. «La scadenza che abbiamo concordato è per la prossima primavera – spiega – anche per fare risparmiare ai cittadini lombardi, circa 50 milioni di euro».
Quanto alla prossima giunta Salvini aggiunge che «vedremo se e con quanti uomini entreremo nella prossima giunta per fare alcune cose nei pochi mesi che rimangono, vale a dire la riforma della legge elettorale, per eliminare il listino, e la legge di bilancio». E in serata i consiglieri del Pdl mettono le dimissioni nelle mani del capogruppo con l’obiettivo di andare alle elezioni in Lombardia in tempi rapidissimi.