Tutti vogliono imporci le scelte. Siamo ancora un Paese libero?

Dalla fredda Germania all’America dei grattacieli e delle praterie. Tutti si sentono in diritto di dirci quello che dobbiamo fare o che non dobbiamo fare, come se fossimo un Paese a sovranità limitata. Ma forse ci considerano proprio così, un Paese a sovranità limitata, e c’è chi – qui da noi – ne è soddisfatto. I registi della disinformazione hanno creato un caso sulle parole di Berlusconi contro la Merkel e sul suo ritorno in campo. Il punto non è questo. Le frasi del Cav dividono, come accade da anni, e provocano fiumi di dichiarazioni, al di là se si sia d’accordo con lui o meno. Quel che è grave, invece (cosa che molti fingono di non capire) è l’ingerenza dei leader all’estero, i loro “consigli”, il voler suggerirci le scelte e darci una sorta di “patentino” per evitare guai. Dalla Germania – la cui azione ha portato alla caduta del governo di centrodestra, cosa di per sé poco accettabile – parte una nuova campagna: i quotidiani hanno ricominciato a scrivere di tutto e di più, il Ftd si è spinto oltre, con un titolo (“Roma deve bruciare”) che si commenta da solo. Non hanno gradito le frasi del Cav contro l’egemonia tedesca in Europa. Quindi, meglio il Monti-bis. Stesso atteggiamento dagli Stati Uniti, alla “okay mister Monti”. L’ambasciatore americano in Italia, David Thorne, ha giurato che Obama e Monti «hanno un’ottima intesa perché sono molto simili, sono due intellettuali». Peraltro, «il premier italiano parla molto bene l’inglese e questo aiuta ad avere un rapporto molto forte». Poi, senza mezzi termini: «Monti bis? Sosteniamo questa linea di riforme, l’America apprezza». Gli italiani apprezzano molto meno. Sentirsi una specie di colonia non è mai esaltante. Manca solo che ci regalino caramelle, chewing gum e un nuovo governo tecnico.