Sorpresa: la Cgil (solo ora) scopre che al governo ci sono i “padroni”

Dopo un lungo letargo la Cigl prova a trasformarsi in “rivoluzionaria”. Le elezioni si avvicinano e il sindacato rosso gioca la carta della protesta per riportare un po’ di consenso al Pd. La Camusso (sì, proprio lei, la pasionaria che si faceva fotografare con la Marcegaglia, ex leader degli industriali) minaccia scioperi e inveisce contro i ministri tecnici. Quasi in contemporanea la Cgil cerca di mettere il cappello sulla manifestazione del 12 ottobre che vedrà in piazza il mondo della scuola. Usa termini demodè per infiltrarsi nei cortei, parla della necessità di costruire «un ponte ideale dei lavoratori con i ragazzi», fotocopia del tentativo anni Settanta di unire la rabbia operaia con quella studentesca. E che segnò la fine della protesta genuina, Tutta la sinistra, da un paio di settimane, ha scoperto che al governo ci sono i banchieri e li accusa di essere al servizio dei poteri forti. Che strano, arrivano a queste conclusioni dopo quasi un anno. Qualcuno dovrebbe allora riaprire l’album di famiglia e cercare le fotografie di chi festeggiò in piazza, con tanto di bandiere e cori, le dimissioni di Berlusconi e l’arrivo dei ministri tecnici a Palazzo Chigi. Allora Monti era un “liberatore”, oggi è un “uomo dell’alta finanza”. Allora era “uno di noi”, oggi è “uno di loro”. Miracoli della Cgil e del centrosinistra.