Senti che novità: Monti è bravo, bello e buono (parola di Casini)

Com’è andata? «Monti si è mostrato sensibile». Come un adolescente quando parla di Totti o di Emma, di cui ha il poster in camera, Casini pronuncia il nome del premier e gli si spalancano le porte del paradiso terrestre. E gli accade persino al termine dell’incontro a porte chiuse sulla legge di stabilità, un incontro che – in linea teorica – avrebbe dovuto provocare quantomeno un piccolo attrito. Niente di niente, il flirt non è minimamente intaccato e non è certo una novità: da un anno – giorno più, giorno meno – il leader dell’Udc descrive Monti come un dio greco che fa miracoli direttamente dall’Olimpo. Negli ultimi due mesi ha addirittura accelerato, una serie di dichiarazioni destinate a finire nei libri di storia. Primi di agosto: «Monti non è preoccupato per nulla. È sereno, anzi serenissimo», affermò Casini nella veste di psicologo personale del premier. Primi di settembre: «Dopo Monti c’è Monti, la strada è ancora lunga. Coraggio, incamminiamoci». Sempre a settembre, una serie di frasi-elogio a intermittenza: «Le nostre liste saranno per il Monti-bis»; «se qualcuno pensa che Monti sia un incidente è fuori di senno e fuori dal sentire di tutto l’universo». Sì, proprio così, «di tutto l’universo». E ancora: «È un punto di riferimento anche per il domani». Nel corso del mese di ottobre, un altro fiume di "quant’è bravo il premier", fino al fatidico: «Dopo Monti niente è più come prima», che sembra il finale romantico di una bella fiaba. Il problema è che – come sosteneva Honoré de Balzac – «è molto difficile stabilire dove finisce la cortesia e dove comincia l’adulazione». Casini permettendo.