Rotondi: Vecchio e nuovo, dibattito….vecchio

Lo scenario si infittisce ogni giorno di più quando si parla delle prospettive del Pdl. Come i capitoli di un romanzo. Tra azzeramenti e “spacchettamenti”, nuovi simboli e alleanze, è spuntata anche l’ipotesi che il Cavaliere voglia fondare una nuova lista civica di imprenditori. Giuliano Ferrara sul Giornale domenica lanciava l’idea di riunire i moderati in una lista dal nome “Tutti per l’Italia”. Si dà il caso che a Sain Vincent, nel fine settimana, lo stato maggiore del Pdl si sia riunito nella convention organizzata dal leader degli ex Dc nel Pdl, Gianfranco Rotondi. Un’occasione per fare il punto della situazione.

Rotondi, a Sain Vincent eravate proprio tutti. Qual è lo stato dell’arte all’interno del partito?

Siamo stati chiari: andare avanti con l’unità del centrodestra, comunque lo si intenda chiamare. Serrare i ranghi e lasciare all’infantilismo della sinistra la dicotomia “vecchio-nuovo”, “partito pesante-partito leggero”. Un dibattito vecchio che si presentò nel ’94 e al quale Berlusconi seppe già allora trovare una sintesi. Noi siamo contrari alle divisioni e dobbiamo fermare questa corsa precipitosa, prima che diventi rovinosa.
 
Qual era il clima di questa assise?

Sereno e fiducioso. Con una classe dirigente che si è interrogata, prima di tutto, su ciò che è utile al Paese e poi sul futuro del partito con cui veicolare valori e idee funzionali al bene comune. L’idea emersa è di andare avanti insieme.

Non un clima da “redde rationem”, allora?

Paradossalmente i giornali parlano di “spacchettamento”, rottamazione e divisioni proprio nei giorni in cui a Saint Vincent lo stato prevalente era costruttivo. È evidente che molti quotidiani dipingono un Pdl diverso dalla realtà. Eravamo a pranzo insieme con La Russa, Alfano, Formigoni… Ti accorgi subito se c’è armonia o no. I problemi ci sono, certo, ma c’è anche la volontà e il rispetto reciproco per superarli. Insieme a Berlusconi, se si vorrà ricandidare, o con Alfano, c’è la volontà di trovare compattezza.

Che ne pensa dell’ipotesi lanciata da Ferrara di unire i moderati e le forze liberali e riformiste in una nuova sigla, “Tutti per l’Italia”? Frattini si è detto favorevole auspicando «una grande assise» prima delle elezioni politiche per andare «oltre il Pdl» verso la «Costituente popolare».

Diciamo la verità: Non mi sembra che l’onorevole Casini abbia voglia di lancarsi in questa avventura. Ora, se noi vogliamo ripetere  come un “mantra” che dobbiamo unire i moderati,  diciamolo pure. Ma non bisogna illudersi che si possano liquidare in pochi giorni un quinquennio di incomprensioni.

Che ne dice dell’ipotesi che il Cav. voglia guidare una nuova cordata di imprenditori? Le risulta?

Lascerei volentieri gli imprenditori al loro mestiere: in questo momento di crisi ritengo che il loro compito sia quello di far funzionare le imprese piuttosto che scendere in politica. Detto questo, a me Berlusconi non ha mai parlato di questa idea. Dagli imprenditori, del resto, non mi pare sia venuto un grande contributo in questi anni.

Se sente parlare di “spacchettamento”?

Rispondo che è un’idiozia. “Spargi ricchezza e diventa povertà”, dice chi è saggio. Divisi non si diventa più forti, mi pare chiaro….

Cosa risponde a chi vuole “azzerare” il Pdl?

Che siamo fuori tempo massimo: serve un premier, un programma da aggironare e chiedere la fiducia ai cittadini su persto programma. Il resto – nuovo nome, simbolo– sono trovate da lasciare ai pubblicitari.

Francamente è uno stillicidio. Ogni giorno un’idea nuova? Fino a quando dovremo stare in balia di singole trovate quotidiane?

Ha ragione. Per mettere un punto  bisognerà attendere come andrà a finire la vicenda della nuova legge elettorale. Diverso sarà andare alle urne con nuove modalità o meno.

Come vede le primarie nel Pdl?

Guardi, per me la questione della leadership è risolta. Se non abbiamo la necessità di recuperare alleanze, penso che non ci siano problemi: o Berlusconi, altrimenti l’attuale segretario Alfano, che è una candidatura autorevole.