Primarie, una scarica di adrenalina al Pdl. Subito le regole del voto

La corsa alle primarie è decollata subito, tra la gente e tra i politici, al di là delle smanie di protagonismo di qualcuno. L’addio alla leadership di Silvio Berlusconi sembra aver dato una scarica di adrenalina positiva al partito. Nel Pdl fioccano le dichiarazioni entusiastiche sulle consultazioni preventive, ma anche i ringraziamenti al Cavaliere, i propositi di vittoria, le idee su cui puntare, dopo mesi di depressione politica. In più sembrano tramontate le fantascientifiche ipotesi, molto caldeggiate dai giornali, di spacchettamenti del partito, scissioni con gli ex An e rottamazioni varie. Il Pdl, anche sulla base dei sondaggi, al momento ha scarso appeal per la fase di stagnazione nella quale è piombato ma è anche vero che esiste un vasto potenziale di elettori in attesa di un’offerta politica di prospettiva in grado, sulla carta, di rianimarlo dai fragili sondaggi che al momento lo condannano a un ruolo da comprimario. Ecco perché l’addio di Berlusconi ha il merito di fare chiarezza sul futuro del partito e consentire di attivare uno strumento formidabile di partecipazione come le primarie, da cui trarre ossigeno e carica vitale per il futuro. Non a caso, il segretario del Pdl, Angelino Alfano, è già all’opera per allestire l’organizzazione dell’evento.

Berlusconi e il nuovo miracolo
«Sono fiero e cosciente dei limiti della mia opera. Sta al Pdl e ai suoi giovani trovare uno spunto per superare la crisi e riprodurre il miracolo del ’94 e fermare la pericolosa deriva centralista dei partiti di sinistra». Silvio Berlusconi ieri ha confermato attraverso un video messaggio diffuso sul sito del Pdl l’intenzione di fare un passo indietro e non candidarsi alla premiership. Il Cavaliere ha ripetuto quanto scritto nella lunga nota diffusa mercoledì in cui, oltre alla decisione di non guidare più il Pdl, apre alle Primarie per la scelta del suo successore.

Parte la macchina della primarie
Il tavolo delle regole per le primarie del Pdl si riunirà già martedì prossimo, alle 11, a via dell’Umiltà. All’ordine del giorno il regolamento per lo svolgimento della consultazione popolare. «Le primarie nel Pdl saranno un bagno di grande democrazia, di grande fair play, un confronto tra coloro che si riconoscono tutti sotto una stessa bandiera», ha spiegato ieri Alfano, a Trapani, incontrando i giornalisti. E sull’addio del Cavaliere, ha commentato: «Dobbiamo solo essere grati a Berlusconi. Il compito che ci attende è molto impegnativo: quello di rifondare il centrodestra italiano per impedire che la sinistra vinca. Tutto questo necessita di un presupposto: la rinascita di un grande partito del centrodestra, come il Pdl che deve essere il pilastro della ricostruzione di questa grande area del centrodesra, perchè noi di alleanze possiamo parlare solo quando saremo tornati ad essere forti come eravamo». «In questo momento – ha aggiunto Alfano – se gli alleati potenziali, pensano che siamo deboli, non vengono. Quindi, prima torniamo forti, e poi ci occuperemo delle alleanze».

Tutti d’accordo, però…
«Le primarie di dicembre rappresentano un’occasione fondamentale per il rilancio del Pdl e del centrodestra. Bisognerà mettere in primo piano contenuti, progetti e identità politiche», è il messaggio del presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. «L’azione di rinnovamento che Silvio Berlusconi aveva avviato già dal 2011 con l’indicazione di     Angelino Alfano – sottolinea – deve proseguire. Vedremo se le primarie potranno coinvolgere uno più ampio schieramento di forze e di ambienti, al di là dei confini del Pdl. Sarebbe un’ipotesi certamente auspicabile e positiva. Ma poi l’altro lato della medaglia sono i protagonismi individuali, delle candidature-pretesto, inevitabile folklore che accompagna eventi di questa natura. Le candidature devono rappresentare un progetto e un’indicazione credibile per governare l’Italia». Chi si espone di più è Altero Matteoli, da sempre un sostenitore della linea unitaria. Alle primarie appoggerò convintamente Angelino Alfano». «Dopo il gesto di Berlusconi – aggiunge l’ex ministro – ora il partito deve organizzare le primarie con regole serie e credibili che facilitino la partecipazione e la mobilitazione degli elettori. È fortemente auspicabile che non ci siano candidati che vengano etichettati come solo ex-An o ex-Fi, esperienze ormai superate e non riproponibili. Se accadesse, il partito farebbe un passo indietro politicamente inconcepibile». Di ritorno “allo spirito del ’94” parla invece Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera: «Adesso bisogna far si che le primarie siano una cosa seria, un confronto reale e non una sorta di fiera delle vanità. Le primarie – raccomanda Cicchitto – dovranno rappresentare un modo per ristabilire un rapporto con la gente vicina al centro-destra, per rilanciare il Pdl ma anche per aprire un dibattito politico. Sia il gesto di Berlusconi sia le posizioni politico-programmatiche assunte dal Pdl, sia il fatto che nel Pd sta chiaramente prevalendo una linea nettamente di sinistra, dovrebbero spingere i centristi delle più varie tendenze ad esaminare con serietà le aperture già espresse sia da Berlusconi sia da Alfano». Ed ancora, Mario Landolfi, che parla di “grande occasione di rilancio solo a condizione che esse non si risolvano in ipocrite incoronazioni o in un momento di effimera gloria a vantaggio di improbabili candidati”. «Insomma, ora che il momento si è fatto duro, è bene che i duri comincino a giocare», dice l’esponente del Pdl.

I tempi e le candidature
L’ufficio di presidenza sarà convocato dal presidente Berlusconi e lì si valuteranno i tempi e i modi per la celebrazione delle primarie: «Credo si farà ragionevolmente i primi giorni della settimana prossima, perchè immagino che, in queste ultime 48 ore di campagna elettorale in Sicilia, il partito sarà occupato altrove», ha spiegato ieri Massimo Corsaro, vice presidente vicario del Pdl alla Camera. I nomi dei candidati, a parte la scontata presenza di Alfano, sono al momento più che altro tentativi di ritagliarsi un momento di gloria, da Daniela Santanché, a Galan, alla Biancofiore, forse personaggi più credibili come Alessandra Mussolini, Stefania Craxi, Guido Crosetto. Di sicuro, non ci saranno alcuni big come Gianni Alemanno e Roberto Formigoni.

La Meloni canta vittoria
Lex ministro delle Politiche giovanili è tra coloro che possono essere soddisfatte per avere lanciato, tra i primi, il tema della primarie anche nel Pdl. «C’è un grande fermento, un entusiasmo rinnovato» e non per la «rinuncia» di Berlusconi, ma l’entusiasmo «generato nel partito dall’idea di fare le elezioni primarie. Perchè il vero problema di tutti questi anni sono stati i partiti che si sono chiusi in se stessi pensando di decidere tutto in nome degli italiani», sottolinea l’ex ministro Giorgia Meloni.
«Vorrei ricordare a tutti, a cominciare da me – dice – che quando nell’estate del 2011 Angelino Alfano divenne segretario del Pdl Berlusconi stesso spiegò che non si sarebbe più ricandidato». Poi «è successo che molti nel Pdl lo hanno tirato per la giacca chiedendogli di continuare a essere il candidato premier del centrodestra». Meloni sottolinea l’importanza delle primarie: «Purchè non diventino uno strumento per scegliere chi deve cacciare chi, sono una grande occasione per ricominciare a parlare dei temi veri della politica».