Pirati e punto G, siamo alle comiche. Politica, se ci sei batti un colpo

Tutto fa spettacolo, le traversate a nuoto, le discussioni sul “punto G” e sugli orgasmi dei cinquestelle in tv, l’uso del blog per “fucilare” gli avversari. Quando la politica perde colpi e stenta a riconquistare credibilità – messa all’angolo dalle campagne mediatiche dei “grandi” giornali e dall’avvento del governo tecnico – salgono sul palco personaggi in cerca d’autore. E ci becchiamo da una parte i grillini e dall’altra i “pirati”. Perché a dichiararsi antagonista del comico è il pupillo di Marco Travaglio, quel Francesco Barbato che ha sempre dato (pessima) prova di sé. I fatti: gli esponenti del Partito Pirata, “cugini” del Piraten partei tedesco, arrivano in Parlamento perché inseriti nello staff del deputato Idv, ora indipendente: «Ho già inviato la richiesta alla Camera – spiega – voglio portare nel palazzo la loro piattaforma, “liquid feedback” per interrogazioni e proposte». Probabilmente ha bisogno di qualche idea perché della sua azione politica si ricordano solo le sceneggiate alla “facimme ammuina”: girava per Montecitorio con una microcamera nascosta sotto la cravatta cercando di sfilare ad alcuni onorevoli materiale bollente per una trasmissione di La7; si rese protagonista di pessime provocazioni contro Giorgia Meloni; entrò alla Camera con un sacchetto della spazzatura; cercò di mettersi in mostra con imbavagliamenti e magliette. Fu anche “colpito” dalle Iene. Nient’altro che show. Anche per questo la politica deve avere un colpo di reni. Altrimenti veniamo consegnati agli azzeccagarbugli e ai “pirati”. Che sono solo la brutta copia di quelli della Malesia.