Paglia: «Sull’Irpef ai reduci lascio il Parlamento»

«Per il mio senso di onore e per lealtà nei confronti di un Esercito cui continuo ad appartenere, annuncio sin d’ora le mie dimissioni da deputato al Parlamento, qualora dovesse essere approvato dalla Camera lo scellerato provvedimento che tassa le pensioni dei reduci di guerra». Cuore e rabbia. Il capitano Gianfranco Paglia, parlamentare di Futuro e Libertà Medaglia d’Oro al valor militare,  non pone condizioni. La norma del ddl Stabilità che introduce l’Irpef sulle pensioni di guerra e sugli indennizzi per i reduci, «non è un problema politico è una questione etica. Quindi, se non verrà soppressa, le dimissioni sono bell’e pronte. Senza problemi».
Alle dimissioni di Paglia da deputato della Repubblica «aggiungo le mie», ha detto Aldo Di Biagio, deputato di Fli, «qualora il Parlamento dovesse consentire l’approvazione della norma». Il collega ha aggiunto. «Gianfranco Paglia sta portando avanti una battaglia giustissima e che gli fa onore. Sono al suo fianco perché credo che chi ha servito il Paese, pagando un caro prezzo, non può essere considerato oggi uno strumento per fare cassa».

Paglia, questo governo è riuscito a offendere la sensibilità di tanti uomini che hanno portato la croce per questo Paese e delle loro famiglie che la portano ancora. Come si può giungere a tanto?

Non lo so. Ho sempre rispettato questo governo in questi mesi. Adesso proprio non ce la faccio.

L’annuncio delle sue dimissioni che effetto sta provocando?

Non cerco consenso personale da questo gesto. Spero che possa servire per sensibilizzare il governo. Spero che il premier Monti si renda conto del grave errore che sta commettendo e che il ministro della Difesa, Ammiraglio Di Paola, prenda una posizione netta contro la decisione parossistica del governo che, nella pur doverosa opera di contenimento dei conti, intende tassare le pensioni dei reduci di guerra. Pur continuando a sostenere la politica del rigore, non subirò  questo schiaffo alla dignità di chi ha perso tanto. Ho scritto una lettera personale a Monti. Ma non ho ottenuto ancora risposta.

Sono in molti i nostri ragazzi che continuano a perdere tanto e  rischiare. Anche ieri. Qual è il suo stato d’animo?

Anzitutto sono vicino ai ragazzi feriti nello scontro a fuoco avvenuto ieri in Afghanistan. Le notizie che ci giungono sono per fortuna confortanti sull’entità dei danni fisici subiti e la nostra speranza è che siano confermate. Come sempre i nostri militari continuano a compiere al meglio il loro dovere nonostante in queste ore si metta in discussione la specificità del comparto difesa e sicurezza, e si pensi a misure mortificanti per quanti usufruiscono di risarcimento per i danni subiti nell’adempimento delle proprie missioni.

Missioni che comunque proseguono…Con quale coraggio?

Me lo chiedo anch’io. Con quale coraggio lo Stato continuerà a mandare i nostri uomini a rischiare la vita o a subire menomazioni gravissime senza poi avere rispetto per loro? Questo non è  un problema politico, è una questione etica.  È un atto dovuto che una Nazione rispetti coloro che hanno dato tutto in nome di un dovere che viene ora rinnegato. Che Paese è quello che dimentica i diritti di coloro che lo hanno servito fino all’estremo sacrificio?

Un provvedimento che arreca più danni morali che materiali, non trova?

Guardi, io non ho fatto neanche alcun tipo di conteggio per valutare l’incidenza quantitativa del provvedimento. Voterò contro questa ingiustizia, perché non credo che basti a salvare le disastrate finanze della nostra Nazione, né penso che poche centinaia di famiglie cambino gli equilibri di un patto di stabilità. Faremmo volentieri a meno del risarcimento pur di riavere quanto abbiamo perso, senza per nulla rinnegare quanto abbiamo fatto e quanto ci è costato. Personalmente ho sempre servito la mia Patria con lealtà ed onore e, di certo, accada quel che accada continuerò a farlo.

In che modo?
Da militare, non da politico. Ho il mio zaino pronto…