Nel 2013 i conti saranno a posto? Non sarà merito del governo tecnico

Monti scende la scala e lancia fiori alla Wanda Osiris, annunciando in pompa magna che l’Italia metterà a posto i conti nel 2013. E fa intendere che il merito è tutto suo. Qualcuno, come Renato Brunetta, gli ricorda che, se si raggiungerà il pareggio di bilancio, il governo di centrodestra avrà contribuito per l’80% e il governo tecnico per il 20. I conti ufficiali sono della Banca d’Italia: dal 2008 al 2011 il governo Berlusconi ha varato 4 manovre di finanza pubblica, “portando in cassa” 265 miliardi di euro. Il decreto “Salva-Italia” del governo Monti ha un impatto complessivo sulle finanze pubbliche di 63 miliardi. E già qui l’euforia “tecnica” dovrebbe raffreddarsi. C’è poi un’ulteriore differenza: prima non avevamo l’Imu, la benzina non veniva venduta a peso d’oro, i prezzi erano più bassi. E allora nasce il sospetto e ci si chiede: «Fu vera gloria» quella del governo tecnico? Chissà. Per adesso si ha la sensazione che “si stava meglio quando si stava peggio”.