Napolitano speaker di lusso del tecnopremier

Cerca di santificare Monti non solo in Italia ma anche all’estero. Da uomo super partes, Napolitano è diventato uno speaker. O meglio, il capo ufficio stampa del tecno-premier. L’ultima performance è l’intervista rilasciata al quotidiano olandese Nrc Handelsblad. Re Giorgio non si è trattenuto: «Non abbiamo fatto tutto quello che abbiamo fatto in questi ultimi dodici mesi per poi buttarne via i benefici. Se cambiassimo rotta adesso, a che pro sacrifici, tasse e riforme?», ha detto. E non ha mancato di elogiare quanto fatto finora dall’esecutivo: «Siamo passati da una situazione d’emergenza a una fase di stabilizzazione. Monti ha avviato un profondo risanamento dei conti pubblici e ha varato una serie impressionante di riforme». Sì, sono queste le sue testuali parole, le riforme – a suo dire – sono state «impressionanti». È una situazione surreale: non è mai accaduto che un presidente della Repubblica elogiasse ogni giorno l’azione del premier. Non è accaduto quando al governo c’era Prodi, men che meno quando al governo c’era Berlusconi. Ma Monti è Monti, ha uno speaker d’eccezione e ha tutta la stampa “che conta” dalla sua parte. La parola d’ordine è beatificarlo. Il problema è che gli italiani – disincantati, strangolati dalle tasse e costretti ai discount – il miracolo “tecnico” non lo hanno avvertito. Qualcosa non va. Probabilmente a Napolitano piace parecchio Marcel Proust: «Se sognare un poco è pericoloso, la sua cura non è sognare meno ma sognare di più». Visti gli elogi a Monti, c’è da credere che qualcuno stia seguendo questa regola alla lettera. E, forse, farebbe bene a svegliarsi.