«Musumeci va forte anche a Palermo»

«Non sarò l’ultimo presidente di un’epoca da dimenticare, ma il primo presidente di una stagione da ricordare. Confido nel vostro entusiasmo, nella vostra passione, nella vostra partecipazione e nel vostro impegno. Mi fido di voi». Nello Musumeci sabato ha aperto ufficialmente la campagna elettorale a Palermo, una città che i sondaggi definivano “difficile” per il candidato catanese del centrodestra. Ma lui già dal primo incontro è riuscito a «conquistare anche il cuore dei palermitani».
«Il comizio al teatro Politeama – racconta Dore Misuraca, coordinatore regionale del Pdl in Siclia – è andato ben oltre ogni ottimistica previsione. Non solo il teatro ma anche la piazza, dove erano stati collocati tanti maxi schermi, era stracolma. Il nostro candidato alla presidenza della Regione Sicilia (che sabato ha lanciato il manifesto “Mi fido di voi. Nello Musumeci, una storia condivisa”) piace alla gente, è un politico che ha una storia nota in Sicilia, è stato un ottimo amministratore e soprattutto è un uomo di grande coerenza. Tutte qualità che, in un momento di grande disaffezione dei cittadini alla politica, sono vincenti. L’accoglienza calorosa che ha avuto ne sono una valida testimonianza». Dopo l’abbandono di Grande Sud, racconta Misuraca, «ora Musumeci gode dell’appoggio di tre liste, quella del Pdl, quella di Cantiere popolare-Pid e la lista Nello Musumeci presidente. A quest’ultima hanno aderito La Destra, pezzi della società civile siciliana e dirigenti politici di varie arie collocati nel centrodestra. Siamo partiti un po’ in sordina, i sondaggi inizialmente dicevano che Musumeci era forte nella Sicilia orientale ma soffriva di un gap di notorietà in quella occidentale. Ma sono bastati quindici giorni per recuperare terreno, infatti ora i sondaggi lo danno parecchi punti in avanti rispetto a Rosario Crocetta». Il coordinatore del Pdl spiega che il programma del candidato presidente è «complesso e articolato», «i siciliani sono reduci dagli anni bui del trasformismo di Lombardo e su di loro pesano pesanti disagi economici e sociali. Per risollevarli basterebbe fare tutto ciò che Lombardo non ha fatto. Ma il programma del nostro candidato presidente va ben oltre, punta sul lavoro che in Sicilia manca e sull’impegno a ricreare le condizioni di sviluppo. Le imprese e i cittadini hanno pagato a caro prezzo la cattiva amministrazione di Lombardo, basti pensare alla mancata utilizzazione dei fondi comunitari: un delitto che grida ancora giustizia. Solo il 10 per cento delle somme complessivamente stanziate sono state utilizzate, e parliamo di quasi di otto miliardi di euro. Un grande errore nei confronti della Sicilia intera, dei siciliani e soprattutto dei tanti giovani in attesa di un onesto lavoro». Quanto agli avversari, Misuraca afferma che «non sono credibili. Rosario Crocetta è sostenuto da Pd e Udc. Due partiti che durante il governo Lombardo erano in contrasto: il Pd sosteneva la Giunta mentre i centristi erano all’opposizione. Non capisco come adesso abbiano trovato un’intesa. L’altra coalizione fa capo a Lombardo e Grande Sud e infine c’è la sinistra. Coalizioni messe su soltanto per motivi elettorali che non hanno nulla in comune e che sono incoerenti. Un dato che però non sfugge ai siciliani, tant’è che nei sondaggi emerge che 86% dei cittadini dà una risposta contraria al governo Lombardo. Sotto quest’aspetto noi siamo una coalizione coerente e puntiamo sul miglior presidente possibile per la Sicilia. Musumeci parla al cuore e alla mente dei siciliani e con la sua passione e la sua coerenza riuscirà a conquistarli tutti. D’altronde le nostre liste sono molto forti e proprio per questo immaginiamo di avere un risultato elettorale importante. A tutto ciò va aggiunto che Musumeci è qualche punto avanti anche rispetto alla coalizione che lo sostiene. Le previsioni, quindi, ci lasciano ben sperare che il 28 ottobre vinceremo le elezioni».
C’è anche un dato politico che va sottolineato: «La coalizione che abbiamo costruito, Pdl-Pid-La Destra e società civile, rappresenta la grande area moderata dei siciliani e l’esito del voto che ci aspettiamo va dal 35 al 40%. Stiamo ricomponendo il centrodestra dell’isola per riprendere il cammino su scala nazionale, dal nostro risultato – conclude il coordinatore regionale del Pdl – può infatti ripartire la ripresa in chiave nazionale dell’area moderata».