Monti in overdose di autostima: ora è convinto di aver salvato l’Italia…

Se, come sosteneva Charles-Louis de Montesquieu, «noi lodiamo le persone in proporzione alla stima che nutrono nei nostri confronti», in Mario Monti dev’esserci un’overdose di “considerazione” (per sé). Dovremmo essergli tutti grati, almeno a sentire quel che dice. Dovremmo santificarlo. Si è convinto di aver salvato l’Italia perché – giura – grazie ai suoi provvedimenti i conti adesso sono in regola ed è possibile guardare con ottimismo al futuro. Il tecno-premier si autoelogia ai microfoni dei cronisti dopo il Consiglio Ue. È uno spettacolo surreale, una specie di atto unico di una commedia giunta alle ultime battute. Stiamo meglio degli altri e – secondo lui – una ragione c’è: solo noi abbiamo avuto la fortuna di ritrovarci Monti premier. Tutto risolto, quindi? Per nulla. Perché le parole del “professore” si scontrano con la realtà di quegli italiani che rischiano di affogare nella “traversata” imposta dal governo tecnico. E mentre nuotano a fatica, devono pure senirsi dire da Monti che la combinazione Irpef-Iva è stata «felice». Un trucco, perché tutti sanno che ci troveremo a pagare più tasse. Dettagli, secondo il tecno-premier. Che evita di ammettere alcune cose: i consumi sono al palo, si procede al ritmo di mille disoccupati in più al giorno, le imprese chiudono i battenti a decine di migliaia e gli investimenti non ripartono. Altro che la fine del tunnel. Andando avanti di questo passo ci troveremo in un burrone, soprattutto se si tiene conto che il fisco diventa sempre più vorace, la pressione fiscale aumenta e la spesa pubblica non accenna a diminuire. Qualcuno, commentando i dati Istat sull’industria del mese di agosto, ha tirato un sospiro di sollievo di fronte al fatto che il fatturato viene fotografato in crescita su base mensile del 2,9 per cento. Arriva la tanto sospirata crescita? No, con i numeri non si scherza, è solo un effetto della stagionalità. Infatti se dal dato mensile si passa a quello trimestrale si riscontra un calo dell’1,2 per cento e, in termini tendenziali (agosto su agosto), la flessione raggiunge il 2,6 per cento, con 4,9 punti percentuali in meno sul mercato interno e 2,3 su quello estero. I lavoratori devono fare conti con il crollo del potere d’acquisto dei redditi e non spendono. Secondo la Coldiretti, con l’arrivo dell’autunno la situazione si è ulteriormente aggravata e una famiglia su quattro (il 24 per cento) denuncia difficoltà economiche (lo scorso anno erano il 21 per cento). Prevale il pessimismo e, secondo un’indagine Coldietti-Swg, il 48 per cento degli italiani prevede che da qui a qualche mese la situazione possa addirittura peggiorare. Il timore è talmente forte che adesso, dopo aver tagliato tutto il tagliabile, due italiani su tre riducono perfino l’acquisto di prodotti alimentari. E anche qui la situazione è preoccupante. Solo il 40 per cento degli italiani riesce ancora a vivere senza eccessive difficoltà. Il 51 per cento, invece, arriva a fine mese dopo aver fatto i salti mortali e l’8 per cento non non ha più un reddito sufficiente per l’indispensabile. Di fronte a queste cifre appare incredibile l’elogio di se stesso fatto da Monti. Il paradosso è che ormai ci ha preso gusto, perché non è la prima volta che lo fa.