Monti ci regala «un po’ di sollievo» raccontandoci tre piccole bugie

Tre piccole bugie, pronunciate a bassa voce davanti alle telecamere, con il naso che gli si allungava un po’ e l’atteggiamento di chi assaggia di nascosto un cucchiaio di Nutella. Dopo la lunga notte a Palazzo Chigi (una notte da Idi di marzo per gli italiani) Monti ha detto possiamo tirare «un moderato sollievo». E fin qui nulla quaestio, è una sua opinione. Ma come, è aumentata l’Iva di un altro punto e lui parla di sollievo? Tranquilli, il premier ha già la risposta, “non è colpa mia”: ad aver deciso l’aumento – fa capire – era stato il governo Berlusconi e noi lo abbiamo dimezzato. Peccato che questa sia la prima piccola bugia perché il Cavaliere e Tremonti l’aumento dell’Iva non lo avevano deciso affatto. Inserirono solo una clausola di salvaguardia per dare risposte concrete all’Europa che la chiedeva con sollecitudine nel caso non fossero stati mantenuti gli impegni. Il governo del Cav però aveva già predisposto tutto per agire prima che la clausola di salvaguardia entrasse “in vigore”. Poi è successo quel che sappiamo, il Cavaliere si è dimesso (non certo perché voleva andarsene), c’è stata la “sospensione della democrazia”, i festeggiamenti della piazza un po’ viola e un po’ rossa, la marcia dei professoroni su Palazzo Chigi. Ragion per cui l’aumento dell’Iva, adesso, è stato deciso a prescindere. E la diminuzione dell’Irpef? Una presa in giro, la seconda piccola bugia: con il provvedimento di Monti quello che è ampiamente uscito dalla porta rientra solo parzialmente dalla finestra. Infatti, otto milioni di contribuenti incapienti (la cosiddetta no tax area) non usufruiscono del calo dell’Irpef ma metteranno mano al portafogli per fare fronte all’aumento dell’Iva. Gli altri, quelli con un reddito inferiore ai 28mila euro lordi l’anno, incasseranno una decina di euro o poco più al mese ma, nello stesso tempo, dovranno subire i rincari persino di pasta, pane, zucchero e alimentari in genere. Anche luce e gas aumenteranno. In molti casi basterà una bolletta sola per compensare lo “sconto”. La terza piccola bugia, “non faremo un’altra manovra”. Nei fatti c’è, è di 12 miliardi. Poi possono chiamarla come vogliono, ma è una stangata. L’ennesima. Il paradiso può attendere.