L’urlo silenzioso del popolo di centrodestra

Qualcosa si muove. E si muove nella direzione giusta. Dopo essere stata a lungo ferma ai box, parte finalmente la macchina delle primarie. Che saranno aperte, con l’obiettivo di coinvolgere il maggior numero di cittadini e di dare un forte segnale di rilancio del partito. Non sono più una mera ipotesi, c’è la data (il 16 dicembre) e ci sono anche le regole. Sia presto o tardi è un dibattito ormai vuoto, si faranno e quel che conta è il cambio di rotta, necessario dopo alcuni mesi di sofferenza, mesi in cui il Pdl e il centrodestra sembrava non avessero più la forza di reagire, chiusi dalla rabbia di aver ceduto il governo sotto l’attacco dell’alta finanza (e non solo) e dalle polemiche interne, nonché dalla caduta di immagine causata da quelli che Alfano ha definito «rubagalline». Il Pdl non è il partito venuto fuori dalle cronache, ha le energie e i mezzi per riemergere. Anche perché il popolo del centrodestra non ha tradito sbarcando su altre sponde, ma è rimasto fermo, in attesa di una svolta, e ha fatto sentire il suo urlo silenzioso attraverso l’astensionismo. Non è vero – a dispetto di quanto affermato dai politologi e dagli opinionisti – che è stato attratto dalle sirene di Grillo e lo dimostra il voto siciliano. Secondo il sondaggio dell’Istituto Swg, infatti, il 40 per cento degli elettori dei 5 Stelle in Sicilia in precedenza aveva votato lo schieramento di centrosinistra. Invece la parte maggiore degli astenuti è costituita dagli elettori del Pdl. Bisogna ripartire proprio da questo dato, ridare entusiasmo, restituire quel sogno che è stato scippato troppo frettolosamente. E soprattutto ascoltare l’urlo silenzioso della nostra gente.