Livorno-Verona, quel coro inneggiante alle foibe che qualcuno ha finto a lungo di non sentire…

Uno striscione inneggiante a Tito, un coro di tutta la curva: «Pure voi, pure voi, nelle foibe ci mettiamo pure voi». Di questo nessuno ha parlato. Nessuno si è scandalizzato, nessuno ha chiesto sanzioni. Eppure su ciò che è avvenuto nello stadio durante la partita Livorno-Verona è stato scritto di tutto e di più. I riflettori sono stati accesi giustamente sul vergognoso coro della curva veronese contro Morosini, il calciatore morto sul campo nella scorsa stagione. La condanna è stata unanime, dai presidenti delle squadre al sindaco Tosi. Non una parola invece su quello che era avvenuto qualche minuto prima, quando gli ultrà livornesi – con tanto di bandiere rosse, falce e martello, pugni chiusi – hanno inneggiato alle foibe, una delle pagine più tragiche della storia italiana, pagine a lungo strappate dai libri di scuola, una ferita che non riesce a rimarginarsi. Il coro dei tifosi livornesi è stato vergognoso almeno quanto quello dei tifosi veronesi. Qualcuno però ha finto di non sentirli. Gli è andata male, oggi mettere il bavaglio è più difficile, perché c’è il web. E sul web il filmato degli ultras di estrema sinistra è stato diffuso in modo capillare, con un numero enorme di condivisioni, piombando nelle pagine più cliccate di facebook e su vari blog, a partire da Qelsi. Stavolta ai “politicamente corretti” del mondo del calcio è stata tolta la maschera. Una parola dovranno pur dirla, almeno per non perdere del tutto la faccia.