«Il primo punto: estirpare il clientelismo»

«I comizi di Grillo con le piazza affollate mi ricordano la mia giovinezza quando giravo con Giorgio Almirante e incontravamo piazze piene e poi le urne erano vuote…». Mancano cinque giorni per il voto e Nello Musumeci, forte dei sondaggi e del consenso che incassa a ogni suo incontro, non si lascia impressionare dai tg locali che mostrano i siciliani accorrere incuriositi ai comizi del comico genovese. D’altronde la partecipazione non è necessariamente correlata al buon esito elettorale. «C’è tanta curiosità e voglia di ascoltare – spiega Musumeci – ma il futuro dell’isola non può essere rappresentato dai comizi di Grillo. I siciliani chiedono progetti politici e vogliono parlare con qualcuno che rimanga qui dopo le elezioni e non vada in Liguria, non so in che modo…».
La sete di rinnovamento e di progetti veri che cancellino la stagione clientelare di Lombardo è forte nell’isola: lo testimonia l’affollata  riunione, che si è svolta ieri a Palermo, organizzata dai movimenti giovanili dei partiti che sostengono la sua candidatura a presidente della Regione Sicilia. Una sorta di vertice in cui i giovani del Pdl, della Destra, di Cantiere Popolare contestualmente alla presentazione delle loro proposte hanno sottoscritto il programma del candidato del centrodestra. «Questa campagna elettorale – dice Musumeci – è dedicata a tutti i giovani, indipendentemente dalla loro appartenenza politica: bisogna porre loro al centro dell’attenzione perché sono la garanzia per il rinnovo. Basta con il precariato, è stato fatto un danno eccessivo. Per troppo tempo ai ragazzi è stato negato il diritto al futuro, che è un diritto sacrosanto. Chiederemo ai partiti di avviare un percorso di ricambio generazionale, che si ottiene soltanto cambiando la mentalità. Per primo bisogna educare i giovani spiegandogli che esiste sia il lavoro dipendente ma anche l’imprenditoria. Poniamo l’attenzione all’apprendistato, che deve creare un collegamento tra chi vuol imparare un mestiere, in alternativa al percorso universitario, e le botteghe artigiane. Ma promuoviamo anche le eccellenze in modo che non debbano più abbandonare la Sicilia». A tale scopo annuncia di voler instaurare alla Regione un organo di consultazione permanente che rappresenti il mondo giovanile e con il quale il presidente della Regione possa interfacciarsi. Poi ricorda che nell’isola «due generazioni si sono viste negare il diritto a progettare il proprio domani. La generazione di quelli nati negli anni ’50 e ’60, che rimangono precari dopo anni di lavoro, e quella dei miei figli, nati negli anni ’80, che per altri vent’anni non avrà il diritto a partecipare a pubblici concorsi per l’amministrazione regionale». E per dare un segnale concreto di rinnovamento non esita ad annunciare che, se dovesse essere eletto, non avrebbe «alcuna difficoltà a passare la mano dopo i cinque anni di legislatura. Per avere un nuova classe dirigente in Sicilia ci vorranno almeno dieci anni, oggi ci sono tanti giovani impegnati in politica ma serve formarli». E poi ancora: «Se avessi voluto comporre una lista di sole persone che non hanno mai avuto esperienze amministrative avrei dovuto cercare forze anche in altre regioni». Qualcuno nella sala gli chiede se conferma l’arrivo, prima della chiusura della campagna elettorale, di Silvio Berlusconi: «Non so nulla – risponde – Al momento non è in programma e credo non sia prevista per problemi legati alla sua agenda, ma da parte nostra c’è tutta la disponibilità». Parla anche di famiglia e di beni confiscati alla mafia.
 «Noi – dice la vicepresidente nazionale di Giovane Italia, Carolina Varchi –  sosteniamo la candidatura di Nello senza esitazioni. Oltre a sottoscrivere integralmente il programma di Musumeci abbiamo chiesto che i beni confiscati alla mafia e assegnati alla Regione vengano affidati  in via principale alla realizzazione di comunità giovanili oppure allo start up di imprese giovanili. Inoltre, abbiamo chiesto che i giovani laureati in Beni culturali vengano direttamente coinvolti dalla Regione e vengano loro affidate la gestione e la valorizzazione dei nostri beni, così come previsto dal codice nazionale». Varchi puntualizza che la candidatura di Musumeci «nasce dal territorio e per il territorio e non dalle segreterie di partito. È un candidato che va fortissimo e piace alla gente per la sua storia politica e personale».
In questi ultimi giorni prima del voto emerge che il voto disgiunto penalizzerà i centristi. «L’alleanza innaturale tra l’Udc e il Pd – osserva il coordinatore del Pdl in Sicilia, Giuseppe Castiglione – sta orientando molti elettori del partito di Casini a sostenere Nello». Castiglione fa un distinguo tra la classe dirigente dell’Udc «che ha costruito delle liste forti» e l’elettorato. «Non dico che i dirigenti dell’Udc stiano dando l’indicazione di votare Musumeci – sostiene – ma il loro elettorato è evidentemente spiazzato dal sostegno a Crocetta, ma questo era pienamente prevedibile».
Corsa anche per conquistare gli indecisi. «Se tanta gente dichiara che è indecisa sul da farsi – osserva Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra – vuol dire che è davvero finita per i padroni delle clientele, i cittadini voltano loro le spalle. In questa settimana ad essi potrà rivolgersi solo Musumeci e non chi rappresenta quel Pd che ha trescato fino all’ultimo con la Giunta di Lombardo. Musumeci sarà finalmente e dopo anni il presidente che non dovrà giustificarsi di fronte ai magistrati. Sarà il governatore che taglierà i costi esorbitanti della politica siciliana».