Il Movimento di Francoforte scende in campo

Il Movimento di Francoforte sbarca in Italia. Dopo la manifestazione del 22 settembre sotto l’Euro Tower, di cui il “Secolo d’Italia” fornì ampia testimonianza, i giovani dell’MdF hanno proseguito ieri il loro percorso di lotta e di proposta avviando la mobilitazione negli atenei italiani. Proprio mentre sotto la galleria Sordi a Roma i principali esponenti della sinistra radicale – da Ferrando a Ferrero, da Cremaschi al portavoce del Comitato No Debito Franco Russo – tenevano la conferenza stampa di presentazione del “No Monti Day”, la manifestazione che si terrà nella capitale sabato prossimo, e per le strade di Napoli sfilavano in pre-corteo un paio di centinaia di attivisti, sull’onda dell’adesione del sindaco De Magistris all’appuntamento del 27 ottobre, presso la facoltà di Economia della Sapienza a Roma e presso la facoltà di Giurisprudenza dell’università partenopea “Federico II” i ragazzi del Movimento di Francoforte hanno tenuto le prime due assemblee studentesche di un autunno che si preannuncia particolarmente intenso, anche a causa dei morsi della crisi economica che sempre più pesantemente colpisce le famiglie italiane.
La caratteristica specifica del Movimento di Francoforte come aggregazione di base, articolata in reti di relazioni associative e animata da attivismo militante e spontaneismo, è emersa con estrema chiarezza. A Napoli l’assemblea è stata promossa da una dozzina di associazioni universitarie gravitanti nell’area di centrodestra ed afferenti a tutte le facoltà dell’ateneo federiciano. A Roma si è potuto registrare anche l’interesse del corpo docente con la presenza, tra gli altri, del preside della facoltà di Economia, il professor Giuseppe Ciccarone. Non è mancato un rapido, ma significativo contatto telefonico tra le due manifestazioni e l’annuncio di almeno altre due iniziative analoghe che si svolgeranno nei prossimi giorni a Padova ed a Catanzaro.
Ma l’arma vincente dell’autonomia organizzativa, che ha agevolato la partecipazione di centinaia di studenti ai due appuntamenti, è arricchita da una capacità di proposta costruita collettivamente, ma coerentemente, anche grazie all’uso dei social network ed alla presa di contatto con interlocutori autorevoli all’interno delle istituzioni europee.
Se il tema delle mobilitazioni è “Tante crisi un’unica sfida”, con evidente intento critico nei confronti delle politiche rigoriste imposte ai vari Paesi europei, i ragazzi di MdF, per bocca della portavoce romana Jessica De Napoli, precisano: «Non vogliamo essere il popolo dei no o di chi sfonda vetrine e poi non ha niente da dire, noi vogliamo costruire ponti con i governi ed entrare nel processo decisionale e nelle agende politiche». La piattaforma programmatica è precisa: parte da un tema molto sentito dagli universitari, ovvero il rifinanziamento del Progetto Erasmus, che martedì ha incassato il voto favorevole del Parlamento europeo e per il quale si attende ora il pronunciamento del Consiglio, ma si estende a questioni ben più ambiziose: la trasformazione della Banca Centrale Europea in organo prestatore di ultima istanza, l’introduzione della Tobin Tax sulle transazioni finanziarie, la formulazione di un vero e proprio “Patto per i giovani” che promuova politiche a livello europeo con forte impatto generazionale, vincolando gli Stati membri dell’Ue a determinati standard di intervento.
In merito alla Tobin Tax, il Movimento di Francoforte ha incassato l’appoggio del commissario europeo alla Fiscalità, Algirdas Semeta, che in un videomessaggio indirizzato ai partecipanti all’assemblea della Sapienza ha sottolineato: «Ogni cittadino comune in tutta l’Europa sente il peso dell’austerità. Quindi perché il settore finanziario non dovrebbe contribuire in maniera equa alle pubbliche finanze?». Quanto al “Patto per i giovani” c’è invece l’impegno forte a sostenerlo del vicepresidente del Parlamento europeo, Roberta Angelilli, che ha evidenziato come «non possono continuare ad essere i giovani a pagare il costo della crisi», ai quali vanno invece assicurate una formazione di qualità e concrete chance di ingresso nel mondo del lavoro. Che la battaglia politica non possa più essere confinata all’interno dei sempre più angusti confini nazionali sembra essere un assunto oramai molto radicato tra gli attivisti del Movimento di Francoforte. Non a caso, parallelamente alle azioni all’interno delle università, previste per le prossime settimane, l’appuntamento più significativo da mettere in calendario MdF se lo è dato a Bruxelles nella prima decade di novembre, per un workshop di approfondimento e di confronto con organizzazioni giovanili di altri Paesi europei.