«Franco Fiorito un combattente del Msi? Ma fateci il piacere…»

Non è stata una notte insonne quella di Franco Fiorito a Regina Coeli: in pochi avevano dubbi, se lo aspettavano i telespettatori che lo hanno potuto “ammirare” spavaldo e prepotente nei salotti dei talk show e i giornalisti ai quali ha mandato sms con tanto di faccine mentre i finanzieri lo portavano in carcere. Colazione con caffè, latte e fette biscottate per Francone accusato di peculato. È «su di tono psicologicamente», ha trovato la cella «di suo gradimento» e ha ringraziato il personale. Gentile e garbato, l’ex capogruppo alla Pisana ha preferito rimanere da solo in cella nel reparto riservato ai nuovi detenuti. Un “combattente”, secondo il legale Carlo Taormina, che nel profluvio di dichiarazioni si è lasciato scappare una frase infelice. «Lui è un combattente del resto viene dal Msi…». In tanti non hanno gradito e sulla rete si sono riversati commenti al vetriolo che invitano l’illustre avvocato a lasciare in pace il partito fondato da Almirante. «Bisognerebbe ricordare a Taormina che nessun militante della vecchia fiamma fu mai incarcerato per peculato e/o appropriazione indebita. Qualcuno si prenderà la briga di rispondergli?», scrive su  facebook Sabrina. Fabio Rampelli e Marco Marsilio non si fanno pregare. «La difesa è un diritto costituzionalmente garantito. Ma Taormina non esondi. Fiorito non ha nulla della dignità dei militanti del Msi. L’avvocato – dichiara Rampelli –  non infanghi la memoria di una comunità di uomini e donne onesti che credevano e credono nella politica come servizio. Nessuno ha rubato per comprarsi macchine costose e andare in vacanza a spese degli altri, se c’era da ristrutturare una sede ci si tassava e ancora oggi molte persone che vengono da quell’esperienza fanno altrettanto per pagarsi le attività». È vero che Fiorito proveniva giovanissimo dal Msi – aggiunge Marsilio – «e questo addolora e sconcerta tutta la nostra comunità, ma è altrettanto evidente che nella sua maturazione non ha assorbito e messo in pratica nessuno dei valori di cui l’Msi si nutriva: primo fra tutti il senso dell’onore».