Dalle (cinque) stelle al mare non cambia nulla: Beppe frinisce come un Grillo

Si è tuffato con cuffia, pinne e occhiali (gli mancava il fucile), è andato avanti con bracciate regolari, ha nuotato – secondo i cronometristi – per un’ora e diciassette minuti. E al termine della traversata dello Stretto, Beppe ha frinito come un Grillo. E non poteva essere diversamente. Ha fatto «l’impresa» (come l’hanno definita i suoi fedelissimi) per poi dire che «il Ponte di Messina è un’allucinazione mentale, una cosa da anni Settanta». In sostanza ha fatto il grillo canterino che – com’è noto – emette suoni mediante un apparato stridulante. E stridulanti sono state le sue parole, dette a mo’ di show. Teatrale è stata la sua esibizione, teatrali i suoi atteggiamenti. Niente Ponte, allora, meglio farsela a nuoto. Non importa che – come dimostra la sua traversata – sia assurdo aspettare ore per imbarcarsi e coprire una piccola distanza di mare, con l’altra sponda che quasi si tocca con mano. Non importa che la mancanza del Ponte comprometta l’economia della Sicilia e della Calabria. Quel che conta è mettersi sotto i riflettori, tutto fa spettacolo. Ricordiamo a Beppe che il Grillo non è un nuotatore ma un saltatore. Preferisce vivere nei prati, nei giardini e nelle radure soleggiate e calde. Il leader cinquestelle dovrebbe prenderne atto. E concedersi un po’ di riposo in un confortevole giardino. Specie dopo le sette fatiche della traversata.