Corsaro: «Un suicidio abbandonare la Lombardia alla Lega»

«Non si può perdere altro tempo», dice Massimo Corsaro che da Montecitorio segue passo passo la crisi lombarda.

La legislatura regionale è al capolinea, ha detto Formigoni in aula. E adesso?

Adesso si deve andare al voto il prima possibile. Visto che la Lega ha deciso in quarantott’ore di cambiare idea su un’intesa che prevedeva una nuova giunta regionale e un rilancio programmatico, io sono d’accordo con quanto dice Formigoni che sarebbe una follia stare sei mesi ad aspettare le elezioni in una situazione di crisi economica nazionale.

La Lega però vuole votare in primavera e si scalda i muscoli con i gazebo…

La Lega fa il suo gioco, non mi spaventa. Ma pensare di votare ad aprile non è ammissibile. Siccome per il regolamento vigente in Lombardia è il prefetto a convocare la data, credo che questo possa avvenire entro sei-sette giorni, per effetto delle dimissioni dei consiglieri del Pdl e del Pd. Il termine massimo è novanta giorni e ritengo che si possa votare tranquillamente prima di Natale

Prima però Formigoni “pretende” la riforma della legge elettorale con l’abolizione dei vituperati listini…

Certo, ed è il motivo per il quale ancora oggi le dimissioni del Pdl non sono state formalmente presentate. Il prossimo consiglio regionale è stato convocato “ah hoc” per fare queste modifiche. Il Pdl auspica che ci sia una presa di coscienza trasversale per ripulire l’attuale sistema elettorale dai listini bloccati.

Che hanno portato la Minetti a sedersi nell’aula consiliare.

E non solo lei, ma è meglio non fare nomi, sarebbe un elenco nutrito.
 
Di fatto la campagna elettorale è già aperta con la Lega che punta a candidare Maroni. Il Pdl che farà?

Mi auguro che i rapporti con la Lega siano recuperabili, ma la ritrovata armonia non può passare per l’abdicazione da parte nostra dell’ultima regione del Nord che governiamo, in caso contrario vorrebbe dire che il Pdl ha deciso di suicidarsi. Con tutte le difficoltà e gli ostacoli, siamo ancora il primo partito di centrodestra al Nord e non ci mancano esponenti di spicco da candidare.

Sta pensando ad Albertini?

Il suo è un ottimo identikit, a Milano ha lasciato un buon ricordo, la sua amministrazione è stata improntata alla trasparenza che è un pre-requisito della politica. E poi, pur essendo un uomo del Pdl, non è riconducibile alla definizione di uomo di parte.

Niente primarie, però?

Se, come spero, il tempo da qui al voto è ridotto, non ci sono le condizioni. Le primarie o si fanno seriamente con regole e modalità formalizzate, oppure sono una farsa. Ci sarà un’indicazione del partito che farà le sue verifiche per arrivare a una scelta partecipata.