A scuola c’è l’Anpi, ma non è gradita

Dopo il blitz del Blocco studentesco al liceo Giulio Cesare di Roma, sono arrivati i “partigiani” dell’Anpi (tutti molto giovani) con lo striscione “Ora e sempre Resistenza”. Hanno manifestato contro il fascismo mentre il paese è stritolato da una crisi da cui ancora non si intravede l’uscita. Ma il tentativo di risuscitare una guerra ideologica che storicamente è terminata nel 1945 non è piaciuto per fortuna agli stessi interni dello storico istituto romano che hanno chiesto ai manifestanti dell’Anpi di allontanarsi: «Non vogliamo essere etichettati con le ideologie politiche di alcun tipo». Una posizione legittima e apprezzabile (poi dicono che gli studenti non sono maturi…) che toglie ogni alibi a chi sfrutta la scuola come teatrino per rianimare i fantasmi del passato. Giustamente, gli studenti sono interessati al futuro. Giustamente, gli studenti guardano all’inserimento nel mondo del lavoro, alla qualità dell’insegnamento, all’offerta formativa. Pretendono di essere ascoltati nei loro cortei e fanno bene. Li si tratti da protagonisti della scuola e non da comparse. Inutile cercare di giocare con loro come se fossero pupazzetti disposti ad innalzare ora la bandierina fascista ora quella resistenziale, ad essere coinvolti nella logora e antistorica coreografia della guerra civile. Giustamente, hanno obiettato gli studenti, andate a giocare fuori da qui. Bene, bravi, dieci e lode…