Unanimisti di tutto il mondo unitevi

Vi ricordate – e come dimenticarlo – quanto ce l’hanno menata per anni con l’orrendo unanimismo del centrodestra? Quanti articoli su quanto poco dissenso si manifestasse nelle file del Pdl? Quanto si insisteva sul fatto che tutti fossero appecoronati sulla linea (francamente mai esplicita) di Berlusconi? E invece la virtù del momento è diventata l’assenza di discussione. Casini ne ha fatto una liturgia tanto da prendere continuamente le distanze da destra e sinistra “perché dissentono tra di loro” e auspicare una legge elettorale che “costringa” tutti a stare insieme. Criticare il governo è “irresponsabile”, discutere una sorta di follia eversiva. E così a sinistra il solo fatto che un tizio cerchi di fare una corrente minoritaria diventa quasi terroristico e anziché discuterne le proposte gli si ricorda di essersi macchiato di una cena col Grande Satana. Pensare che Anna Harendt sosteneva che la politica è tutta “linguaggio”. Perché la politica è relazionarsi con gli altri e quindi accettare l’alterità altrui e confrontarsi. Oggi invece tutti d’accordo, tutti allineati, tutti concordi. Tacere dunque le proprie idee nell’interesse della Nazione? O meglio, far finta di essere tutti d’accordo su quello che dice uno solo imposto a tutti? Anche se dice spesso il contrario di quello che diceva prima.