Spread, Napolitano assolve Monti (quando assolverà anche Berlusconi?)

Alla fine il rebus dello spread non l’hanno sciolto i mercati e neppure il governo tecnico. L’ha sciolto Napolitano. Che è riuscito nell’incredibile impresa di assolvere Monti da qualsiasi responsabilità. Un miracolo. I dati dello spread, secondo il presidente della Repubblica, «non sono assolutamente spiegabili sulla base dei dati fondamentali dell’economia». C’è quindi un mistero buffo, perché Monti ha fatto tutto bene e chi mastica di economia (naturalmente) lo sa. «C’è un sovrappiù – ha detto Napolitano – che rappresenta un problema non solo per l’Italia ma per l’euro». Peraltro, all’estero «c’è grande fiducia» nel governo. In parole povere, i tecnici sono stati geniali, il professore ha dato lezioni e lo spread non è giusto, ci sono almeno 200 punti di troppo. Ma guarda un po’, evidentemente c’è chi rema contro e chi specula. Quello che il centrodestra diceva quando Berlusconi era incolpato dei livelli troppo alti del differenziale tra Btp e Bund, l’arma mediatica e politica più efficace utilizzata dalle opposizioni per chiederne le dimissioni e mettere in moto il meccanismo internazionale che ha portato alla caduta del Cav. E allora, per riportare un clima quantomeno di serenità, come auspica il Colle quasi ogni giorno, una parola sullo spread e sul governo Berlusconi lo stesso Napolitano potrebbe anche dirla. Tanto per dare l’esempio.