Rutelli parla come Casini e “gioca” come Bersani

Sta tornando all’ovile, Francesco Rutelli, trotterellando felice verso il Pd assieme ai suoi quattro amici al bar. Ma nel linguaggio sembra la fotocopia di Pierferdinando Casini, con cui ha trascorso a braccetto gli ultimi mesi da terzopolisti immaginari, dividendo gioie e dolori, conferenze stampa e sfottò sul web. C’è una prova inconfutabile: quando parla di Monti usa le stesse parole del leader Udc: «Dopo le elezioni – ha detto – non possiamo perdere il meglio dell’Italia. Monti al Quirinale? In questa fase non si può escludere nulla, nemmeno un suo ruolo in un’altra funzione istituzionale». Come se non bastasse, ha aggiunto: «Del resto, dove sarebbe l’Italia oggi senza il contributo di persone come Napolitano e Monti?». Devoto al professore, ma con il cuore al centro e con la ragione a sinistra. Anche perché, visto come si stanno mettendo le cose, non avrebbe molti porti in cui approdare. Ma Rutelli lascia un po’ di suspence: «Nella tre giorni dell’Api a Maratea verranno decise le alleanze per il 2013, non è affatto detto che andiamo col Pd». Una dichiarazione che all’apparenza è una minaccia mentre invece rappresenta solo il tentativo di creare un po’ di interesse per la convention del suo partitino. Che altrimenti sarebbe ignorata da tutti.