Roma si scopre “capitale” dello sport

“Mens sana in corpore sano”. Roma si è svegliata con i muri ricoperti di manifesti che invogliano i cittadini a riscoprire la voglia di fare sport. Il messaggio è chiaro: “Iscriviti agli impianti sportivi di Roma Capitale”. Sono garantiti professionalità, sicurezza e tariffe concordate in ogni municipio. I manifesti, firmati dal delegato del sindaco alle Politiche sportive, Alessandro Cochi, sono accattivanti e invitano i cittadini a cliccare sul sito www.sportincomune.it per avere l’elenco dettagliato di tutti gli impianti esistenti in un determinato quadrante della città e dove poter praticare una disciplina piuttosto che un’altra. Il periodo d’altronde è quello giusto: con l’inizio dell’anno scolastico partono anche tutte le attività sportive ed è il momento ideale per iscriversi in una palestra e fare attività fisica. A differenza dei suoi precedecessori che non hanno saputo valorizzare l’immenso patrimonio sportivo, Cochi ha pensato di lanciare una campagna informativa per far sapere ai cittadini che complessivamente nei diciannove municipi esistono 156 impianti di proprietà del Comune, tutti in regime di concessione dove c’è una variegata offerta multidisciplinare a tariffe concordate. «L’obiettivo principale – spiega Cochi – è la promozione dello sport in tutte le fasce della popolazione e in tutti i quartieri. La maggior parte degli impianti ha una gestione familiare dove però non mancano la professionalità e la competenza e dove c’è il controllo istituzionale. Roma Capitale, infatti, effettua controlli tramite l’ufficio ispettivo del dipartimento». Ma non in tutte le zone della città esiste la stessa offerta sportiva: ad esempio determinati quadranti, come quello del Foro Italico e dell’Acqua Acetosa, sono dotati di numerosissime strutture sportive, altri sono un po’ più carenti.
Per fotografare la situazione in tutta la città è nato il “Prisp”, acronimo di Piano regolatore impiantistica sportiva di Roma Capitale. In sostanza è stata fatta una grande mappatura di tutti i centri esistenti a Roma, ovvero i luoghi all’aperto dove fare sport, i circoli pubblici e privati e addirittura gli oratori e i luoghi dove i militari fanno attività fisica. Per ognuno di questi punti sono state poi individuate le discipline. «Oggi – dice Cochi – siamo in grado di sapere quante strutture esistono in un determinato quartiere e soprattutto le discipline che vi vengono praticate. Grazie al Prisp abbiamo realizzato un database aggiornato all’interno del quale ogni cittadino potrà trovare le risposte alle proprie necessità in campo sportivo. Basta inserire la disciplina preferita e la zona in cui si vive per vedere dove è collocato l’impianto più vicino da poter frequentare, con tutte le informazioni al riguardo reperibili sul sito www.sportincomune.it. Questo vale per tutti i diciannove municipi. Abbiamo realizzato un macrolavoro che non ha previsto solo il censimento degli impianti pubblici comunali ma che tiene conto anche di quelli privati, delle strutture che appartengono a parrocchie e oratori, di quelli regionali e degli impianti suggeriti dal Coni. Inoltre, nel database, sono stati inseriti anche i percorsi di running  e molto altro ancora».
Il Prisp è uno strumento utile non solo per rispondere alle esigenze di quanti vogliono fare movimento in città ma serve anche ad avere un’approfondita conoscenza del territorio in previsione della progettazione del futuro. «Il Prisp – conclude Cochi – permetterà, inoltre, di dare consigli a quanti vorranno aprire impianti, consigliando la zona più scoperta e la disciplina più ricercata, il tutto in funzione di quanti abitanti ci sono e di che esigenze hanno, se si tratta di anziani o giovani e così via. In questo modo ci poniamo l’obiettivo di ottimizzare gli spazi e di mettere in atto, con raziocinio, le scelte future».